Carta Etica per la Bi-Genitorialità

Firma la Carta Etica, la trovi in fondo a questa pagina.
Siamo stufi di operatori (avvocati, servizi sociali, psicologi ecc.) che amplificano il conflitto della separazione solo per tornaconto economico. E' UNA VERGOGNA!

E i giudici, che dovrebbero applicare le leggi, le violano in continuazione. La tutela dei minori viene messa da parte per interessi economici. BASTA!

sabato 8 novembre 2008

Figli contesi. Anche dagli Stati

fenomeno in costante aumento. all'origine la fine del matrimonio e ragioni religiose

266 i bimbi italiani rapiti da un genitore straniero. In Europa 6 casi su 10. Accordi internazionali violati

Filomena Perri, impiegata alle Poste a Milano, è andata al Cairo a riprendersi il piccolo Omar che il marito egiziano le aveva portato via per «farlo crescere come un vero musulmano». Un'infermiera, anche lei di Milano, invece, ha lottato quattro anni per riavere suo figlio, sottratto dal padre egiziano che l'aveva portato dai genitori nel suo Paese e poi era tornato in Italia a lavorare. Un artigiano di Treviso, s'è «mangiato» la casa e i risparmi per riportare a casa le due figlie avute da una giapponese. E c'era pure riuscito, ma la donna una volta rientrata con le bimbe in Italia ha ottenuto l'affido congiunto e, quasi subito, è partita di nuovo per il Giappone. Fabrizio Infante, pilota dell'Alitalia, sta combattendo un'estenuante battaglia con la madre di sua figlia Angela, che s'è portata la bambina in Danimarca, s'è risposata tre volte, i tribunali italiani hanno accertato che la piccola è stata coinvolta in una storia di abusi compiuti dal secondo marito di lei, e nonostante svariate sentenze e lettere personali inviate dal ministro degli Esteri italiano a quello danese, le autorità locali gli impediscono da anni di vedere la bambina, di sapere come sta.

Sono tante le storie come queste, storie nelle quali padri o madri italiani, più spesso padri se la madre è europea o americana, più spesso madri se il padre è di religione musulmana, una volta finita la storia d'amore si vedono i figli sottratti, rapiti, costretti a cambiare Paese, a lasciare scuola, amici e parenti. Storie tutte uguali e tutte diverse, storie drammatiche dove il diritto internazionale viene schiacciato e vige la legge del più forte. O del più furbo. Ma dove le vittime sono sempre i bambini. Si chiama «sottrazione internazionale di minore», ma è un rapimento vero e proprio, anche se compiuto da un padre o da una madre. I casi trattati dal ministero degli Esteri italiano sono in aumento: nel 1998 erano 89, nel 2007 sono passati a 216, quest'anno sono balzati a 266. La maggior parte riguarda un genitore italiano, quasi sempre il papà, e una mamma europea. È l'Europa, infatti, che registra il maggior numero di bambini contesi: il 59 per cento del totale del 2007.

Questo vuol dire che i conflitti tra genitori, spiega il ministro degli Esteri Franco Frattini, non avvengono soltanto per «marcate differenze di origine culturale o religiosa, ma sempre più all'interno di coppie miste europee». I matrimoni misti, del resto (dati Istat), sono in continuo aumento. Quasi il 9 per cento di tutti i matrimoni, con circa 30 mila celebrazioni l'anno. Sono molto più numerose, poi, le nozze tra uomini italiani e donne straniere (7 su 100 del totale dei matrimoni) e questo spiega anche perché la stragrande maggioranza dei bambini contesi (70 per cento) è figlio di un papà italiano e di una mamma straniera, soprattutto europea, talvolta americana o latinoamericana. Solo il 30 per cento ha il papà straniero, quasi sempre di religione musulmana. La Convenzione dell'Aja del 1980, che stabilisce il rientro del bambino nel Paese di residenza, è l'unico, debole strumento giuridico per aiutare i genitori che si vedono sottratto un figlio ad ottenerne il rimpatrio. Vi aderiscono più di 80 Paesi. Per l'Europa, però, c'è qualcosa in più: alla Convenzione si affianca il cosiddetto Bruxelles 2 bis, che lo stesso Frattini ha contribuito a far approvare quando era vicepresidente della Commissione europea. Vi aderiscono, dal primo marzo 2005, tutti gli Stati dell'Unione, tranne la Danimarca. Nonostante questo, il lieto fine in molti casi resta solo un sogno e se è vero, continua Frattini, che «nel 2007 siamo riusciti a risolvere positivamente più di 40 casi e per il 2008 speriamo di superare questo numero», è anche vero che «ci sono ancora delle resistenze da parte di diversi Paesi e a diversi livelli.

Capita per esempio che il giudice interpellato del Paese in cui il bambino è stato portato non si limiti ad eseguire il rimpatrio ma decida di valutare il caso. Capita anche che nonostante il magistrato abbia ordinato il rimpatrio, questo poi non venga eseguito dalle forze di polizia, a volte a causa di connivenze locali». Per aiutare i genitori che vedono il figlio sparire all'estero, il ministero ha preparato una guida, «Bambini contesi, guida per i genitori». «Di fronte alla sottrazione di un minore è necessario agire in modo tempestivo — dice ancora il ministro — ed avvertire immediatamente le autorità di polizia e gli Affari esteri per permetterci di allertare immediatamente le nostre autorità consolari. Spesso, le situazioni più complesse sono proprio quelle in cui nelle fasi iniziali sono state commesse delle imprudenze».

Sono quasi dieci anni che Paolo Pozza, presidente dell'associazione Figli sottratti, combatte per riavere le sue due figlie che sono state portate in Polonia dalla madre. Ma Figli sottratti non è l'unica associazione che dà una mano in questi casi. Ci sono anche Padri separati, Figli negati, Troviamo i bambini e altre associazioni. Tutte contattabili su internet. «Nel 2004 insieme ad altri genitori abbiamo fondato questa associazione perché da soli nessuno ci dava ascolto — racconta Pozza — mentre adesso siamo persino riusciti a presentare un progetto di legge per la cancellazione dell'articolo 574 del codice penale sulla sottrazione di persona incapace, che è quello che viene applicato in caso di sottrazione internazionale di minore ma che è troppo blando, anche nelle pene. Noi invece vogliamo sostituirlo con il 605 bis che riguarda il sequestro di minore con l'aggravante della parentela».

Non tutti sono d'accordo a seguire questa strada e comunque fino ad oggi questa proposta di legge non è mai stata discussa in Parlamento, ma molti ritengono che la sottrazione di incapace non sia fattispecie adatta a chi sottrae un bambino al padre o alla madre e che occorra un reato specifico. Intanto, al ministero degli Esteri si sta facendo il possibile per rendere più efficaci gli strumenti già in possesso. «Sto creando con i colleghi di Giustizia e Interni — dice Frattini — una task force in modo che l'azione tempestiva e coordinata tra gli organismi competenti permetta di arrivare a una soluzione del caso. Che poi corrisponde al rimpatrio del minore».

Mariolina Iossa
Fonte: Corriere della Sera 05 novembre 2008

Sottrazione internazionale di minori: manuale del Ministero degli Esteri

paternità maternità figli minori adozioneL’apertura delle frontiere e la maggiore facilità di movimento hanno portato con sè un aumento generalizzato delle coppie miste, formate da genitori di diversa nazionalità, religione, costumi. Il problema della sottrazione internazionale di minori è sempre più quindi di scottante attualità:
assistiamo purtroppo al moltiplicarsi di casi in cui i minori si trovano contesi tra genitori di diversa nazionalità, con i problemi giuridico/pratici che questa cosa comporta, visto che le legislazioni in merito dei diversi paesi possono essere anche molto discordanti.
Recentemente il Ministero degli Esteri ha pubblicato un manuale di aiuto e prevenzione inteso a limitare questo fenomeno e indirizzato a genitori e operatori. Vi rimandiamo alla guida completa (oltre 100 pagine) per un approfondimento (http://www.esteri.it/mae/doc/BambiniContesi_Guida.pdf ma ne riassumiamo qui di seguito i punti base.

Cosa è la sottrazione internazionale di minori?
Con l’espressione “sottrazione internazionale di minori” si indica la situazione in cui un minore:
- viene illecitamente condotto all’estero ad opera di uno dei genitori che non esercita l’esclusiva potestà, senza alcuna autorizzazione;
- non viene ricondotto nel Paese di residenza abituale a seguito di un soggiorno all’estero.



Ciò generalmente avviene quando, nel timore di non ottenere la custodia esclusiva nello Stato di residenza, uno dei due genitori sottrae il figlio e lo conduce nel proprio paese d’origine o altrove, sradicandolo così dal suo contesto sociale, scolastico e geografico, impedendo quindi, di conseguenza, la frequentazione dell'altro genitore.
Non solo la sottrazione di minore priva il minore di una delle figure parentali, cosa di per sè già grave e destabilizzante per il minore, ma comporta altresì il completo distacco dal contesto nel quale il bambino era inserito e che rappresentava non solo la sua “residenza abituale” ma il suo unico luogo di vita.

Il vero problema che impedisce una soluzione semplice e immediata di questi casi è che, non esistendo un'armonizzazione internazionale delle normative a riguardo, possono venire a crearsi situazioni giudiziarie contrapposte: il minore è affidato in Italia ad un genitore e nel Paese straniero all’altro.
Nel 2005 è entrato in vigore un Regolamento Internazionale Europeo che mira a superare queste contrapposizioni, ma è valido solo tra i Paesi Europei firmatari (tranne quindi la Danimarca). Questo Regolamento viene chiamato Bruxelles II bis e istituisce uno spazio comune europeo in materia di diritto di famiglia, riconoscendo altresì la validità delle sentenze di affidamento dei minori in tutti gli Stati dell’Unione. Lo scopo è quello di uniformare la legislazione ed evitare il più possibile casi di contrasto giurisprudenziale che, alimentando le dispute tra genitori, altro non fanno che minacciare il sereno sviluppo della psicologia del bambino.

Ma andiamo per gradi.
A livello internazionale esistono diversi strumenti giuridici - purtroppo non ratificati da tutti gli stati - che consentono al genitore “vittima” della sottrazione di trovare (o quantomeno tentare) una soluzione all’illecito trasferimento del figlio.

1) Convenzione Europea di Lussemburgo del 20.05.1980 sul riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia di affidamento di minori e sul ristabilimento dell’affidamento.
La Convenzione è fondata sul presupposto della esistenza di un provvedimento di affidamento del minore nello Stato in cui esso risiede al momento della sottrazione ed è applicabile quindi solo a queste condizioni.

2) La Convenzione dell’Aja del 25.10.1980 alla quale aderiscono circa ottanta Paesi.
Tale Convenzione si pone l’obiettivo primario di consentire il ritorno del minore nello stato di residenza abituale. Allo stato attuale, la Convenzione è l’unico strumento giuridico cogente cui si ricorre con Paesi non appartenenti alla Unione Europea; tuttavia, spesso, non offre garanzie adeguate per il rimpatrio dei minori in ragione della tendenza delle magistrature degli Stati Parte a far prevalere i diritti del cittadino rispetto alla richiesta di rimpatrio del genitore straniero.

3) Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo adottata a New York dalla
Assemblea Generale del 20.11.1989. La Convenzione delle Nazioni Unite è lo strumento internazionale più completo in materia di promozione e di tutela dei diritti dell’infanzia. Tra questi diritti va segnalato il diritto del fanciullo a preservare la propria identità, ivi compresa la sua nazionalità, il suo nome e le sue relazioni familiari (art.8), ad intrattenere rapporti personali e diretti con entrambi i genitori (art. 9 e 10). Stabilisce il principio secondo il quale l’interesse superiore del bambino deve essere la considerazione preminente in tutte le decisioni che lo riguardano. La Convenzione obbliga gli Stati ad attuare tutti i provvedimenti necessari per assistere i genitori e le istituzioni nell’adempimento dei loro doveri nei confronti dei minori, stabiliti dalla Convenzione stessa.

4) Convenzione europea di Strasburgo del 25.01.1996 sull’esercizio dei diritti del
fanciullo. La Convenzione promuove alcuni diritti del bambino tramite il riconoscimento di diritti processuali che al minore si riferiscono.

5) Regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio dell’Unione Europea del 27/11/2003 relativo alla competenza, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni in materia
matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale, che abroga il Regolamento (CE) n.1347/2000 (questo Regolamento vincola tutti i Paesi dell'Unione Europea tranne la Danimarca, che non lo ha sottoscritto).
In materia di sottrazione di minori il Regolamento stabilisce l’esecutività automatica delle decisioni emesse dal giudice del Paese di residenza abituale del minore, cui è stata presentata la domanda per il ritorno del minore.
Il provvedimento di rimpatrio del bambino va emanato entro sei settimane dalla presentazione della domanda.
Non richiede alcuna dichiarazione di esecutività la decisione di Autorità di uno stato membro in merito al diritto di visita al minore né è possibile opporsi al riconoscimento dello stesso diritto risultante da un certificato standard.
Il Regolamento (CE) n. 2201/2003 ha integrato la procedura prevista dalla Convenzione dell’Aja.
In particolare:
• tra i Paesi membri dell’Unione, viene ritenuto competente il giudice del paese ove il
minore risiedeva prima di essere sottratto;
• è stato creato il titolo esecutivo europeo in materia di diritto di visita e di ritorno del minore.

Lo strumento internazionale più completo ed efficace risulta senza dubbio essere l'ultimo in ordine di tempo, il Regolamento dell'Unione Europea chiamato anche Bruxelles II bis, ma è valido solo in caso di disputa tra cittadini europei. In presenza di contrasti tra un genitore italiano e uno extraeuropeo lo strumento principe per cercare di dirimere la matassa giuridico-legislativa risulta essere senz'altro la Convenzione dell'Aja, che vincola un gran numero di paesi sparsi in tutto il mondo: Argentina, Australia, Austria, Bahamas, Belarus, Belgio, Belize, Bosnia Erzegovina, Brasile, Burkina Faso, Bulgaria, Canada, Cile, Cina (solo per le regioni autonome di Hong Kong e Macao), Cipro, Colombia, Costa Rica, Croazia, Danimarca, Ecuador, El Salvador,
Estonia, Fiji, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Georgia, Guatemala, Honduras, Irlanda, Islanda, Israele, Lituania, Lettonia, Lussemburgo, Macedonia, Malta, Mauritius, Messico, Nicaragua, Norvegia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Panama, Paraguay, Perù, Polonia, Portogallo, Principato di Monaco, Regno Unito, Repubblica Ceca, Repubblica Dominicana, Repubblica di Moldova, Repubblica di San Marino, Romania, Saint Kitts e Nevis, Serbia e Montenegro, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Sud Africa, Svezia, Svizzera, Sri Lanka, Thailandia, Trinidad e Tobago, Turchia, Turkmenistan, Ucraina, Ungheria, Uruguay, Uzbekistan, Venezuela,
Zimbabwe.

L’applicazione della Convenzione dell’Aja e/o del Regolamento, tuttavia, anche se attuata con tempestività non sempre porta al rientro immediato del minore.
Come abbiamo già detto la casistica delle sottrazioni evidenzia il crearsi, nel tempo, di situazioni giudiziarie contrapposte: il minore è affidato in Italia ad un genitore e nel Paese straniero all’altro.
Particolare importanza rivestono in questo senso i consigli che il Ministero degli Esteri elargisce in caso di avvenuta sottrazione di minore:
• sporgere tempestivamente denuncia presso gli organi di polizia
• avvertire il Ministero degli Esteri e la Direzione Generale per gli Italiani all'Estero affinché vengano attivate le competenti Rappresentanze diplomatico-consolari;
• rivolgersi all’Autorità Centrale se il Paese di presunta destinazione aderisce alla Convenzione dell’Aja del 25.10.1980 o è destinatario del Regolamento (CE) n. 2201/2003;
• far valere il diritto di visita qualora non si disponga di un provvedimento che affidi la custodia del minore.

Il Ministero, rivolgendosi ai genitori di coppie miste, cerca inoltre di prevenire il verificarsi di sottrazioni di minori all'estero con alcune avvertenze:
• informarsi sulle disposizioni in materia di affidamento e diritto di visita vigenti nello
Stato di appartenenza dell’altro genitore
• far riconoscere, ove possibile, nello Stato di appartenenza dell’altro genitore, l’eventuale provvedimento di affidamento del minore in proprio favore
• cercare di evitare che il minore sia iscritto sul passaporto del genitore non affidatario
• se per un qualche motivo il minore deve recarsi all’estero, far sottoscrivere dall’altro genitore un impegno di rientro in Italia alla data stabilita
• se è già in corso la procedura per la separazione legale, chiedere al Giudice competente che nel provvedimento venga chiaramente indicato il divieto di espatrio del miniore, senza il consenso dell’altro
• verificare che il divieto di espatrio risulti registrato nelle liste di frontiera
• se non è stato avviato alcun procedimento per l’affidamento del minore, chiedere l’emissione di uno specifico provvedimento che vieti l’espatrio del minore senza il consenso esplicito dell’altro
• vigilare, in occasione dell’esercizio del diritto di visita riconosciuto al genitore non affidatario, affinché lo stesso non trattenga con sé il minore illecitamente oltre il periodo stabilito.
Il consiglio principale che il Ministero si sente di dare per prevenire questo fenomeno, comunque, è sempre e comunque cercare di porre al centro di ogni azione intrapresa il benessere e l’interesse del minore, la prima vittima di questo sopruso.

fonte: http://comunicazionecondiviso.blogspot.com/2008/10/sottrazione-internazionale-di-minori.html

lunedì 3 novembre 2008

Mobbing in Famiglia

di Avv. Girolamo Aliberti

fonte:
http://www.vivicorato.it/Rubriche/dettaglio_recensioni.aspx?rbval=n6ZNrZuqCA8%3D

Siamo abituati a sentire parlare di mobbing nell’ambito del mondo del lavoro, dove viene definito come un insieme di comportamenti (abusi psicologici, angherie, vessazioni, demansionamenti, emarginazione, umiliazioni, maldicenze, ostracizzazione, etc.) perpetrati da parte di superiori e/o colleghi nei confronti di un lavoratore, prolungati nel tempo e lesivi della dignità personale e professionale nonché della salute psicofisica dello stesso. I singoli atteggiamenti molesti (o emulativi) non raggiungono necessariamente la soglia del reato né debbono essere di per sé illegittimi, ma nell'insieme producono danni anche gravi, con conseguenze sul patrimonio della vittima, la sua salute, la sua esistenza. Questa pratica è spesso condotta con il fine di indurre la vittima ad abbandonare da sé il lavoro, senza quindi ricorrere al licenziamento, o per ritorsione a seguito di comportamenti non condivisi (ad esempio, denuncia ai superiori o all'esterno di irregolarità sul posto di lavoro), o per il rifiuto della vittima di sottostare a proposte o richieste immorali (sessuali, di eseguire operazioni contrarie a divieti deontologici o etici, etc.) o illegali.

Meno diffuso nella consapevolezza comune, ma molto presente, invece, nella società è, il mobbing familiare da intendersi come l’insieme degli atti e delle omissioni, di un coniuge verso l’altro, caratterizzati da intento denigratorio o persecutorio, e finalizzati alla sistematica distruzione della personalità altrui. Questi atti, se presi singolarmente, non necessariamente assumono la dimensione dell’illecito. Ma considerati nel loro insieme hanno una lesività tale da ledere e limitare la libertà di autodeterminazione del coniuge. Quando parliamo di mobbing, dunque, dobbiamo andare oltre la violenza fisica (che di per sé integra il carattere di illecito) facendovi rientrare tutti quegli atti di violenza psicologia ed emotiva, cioè quegli atti che nelle forme più manifeste creano ansia e angoscia, e nelle forme più subdole (e dunque più pericolose perché non facilmente riconoscibili e dimostrabili all’esterno) creano una sorta di impotenza e di costrizione, portando la vittima ad un vero e proprio isolamento. Purtroppo questi comportamenti, che sono senza dubbio fonte di un danno esistenziale, non trovano facilmente una corretta sanzione, non essendo, a volte, nemmeno qualificabili come atti illeciti o perché non è facile dimostrare l’intenzionalità (il dolo) del comportamento di chi li compie.

Come detto, il mobbing familiare può manifestarsi in diverse forme: dalla violenza psicologica che assume le forme di minacce, insulti, continue mortificazioni e svalutazioni del valore dell’altro, alla violenza economica che consiste nel privare l’altro coniuge della libertà di disporre di una indipendenza economica al punto da far dipendere la propria esistenza dall’altro partner; questi atti, come è facile intuire, sono perpetrati spesso dal marito nei confronti della moglie, il quale le impedisce di lavorare e dunque di avere una propria fonte di reddito oppure controlla ossessivamente tutte le spese effettuate dalla moglie. Un altro modo in cui il mobbing si manifesta è lo stalking, cioè una serie di atteggiamenti tenuti dal marito che perseguita la moglie attraverso un ossessivo controllo a distanza, con continue telefonate, lettere, SMS, e-mail, pedinamenti che ingenerano stati di ansia e paura, che possono arrivare a comprometterne il normale svolgimento della vita quotidiana.

Comportamenti mobbizzanti nell’ambito del conflitto coniugale possono essere rivolti anche a danno dei figli. Il mobbing genitoriale è l’insieme dei comportamenti, anche omissivi, che violano gli obblighi sanciti dagli articoli 147 e 155 Cod. Civ. Questi comportamenti si ravvisano molto spesso quando la coppia va in crisi e si giunge alla separazione. Non a caso, molti autori parlano di “infantilizzazione" della coppia in via di separazione” proprio per indicare gli atteggiamenti irragionevoli che molti genitori tengono allo scopo di danneggiare l’altro coniuge, senza però rendersi conto di strumentalizzare i propri figli a questo scopo, arrecando loro un danno notevole a livello psicologico (sindrome del genitore separato). Dunque, rientrano in questi comportamenti gli inadempimenti agli obblighi di cura, educazione, istruzione, la violazione sistematica degli obblighi di visita, il non contribuire al mantenimento dei figli, ostacolare i rapporti del minore con l’altro coniuge. Attraverso questi atti i genitori violano il diritto del minore a mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con entrambi i genitori, sancito dalla L.54/2006. Anche l’assistere ai comportamenti illeciti di un genitore verso l’altro, (come essere presenti durante i litigi o assistere a violenze fisiche e morali), sopportare la costante denigrazione e delegittimazione di un genitore da parte dell’altro è un comportamento mobbizzante (mobbing genitoriale mediato).

Tutti questi atti, però, trovano una difficile forma sanzionatoria, perché spesso vengono considerati come un’espressione della conflittualità dei coniugi durante la separazione.

Quali sono, dunque, le reali forme di tutela? E soprattutto sono realmente efficaci? La tutela penale ex art 572 Cod. Pen. (maltrattamenti in famiglia) comporta una difficoltà nel dimostrare l’intenzionalità (il dolo) degli atti mobbizzanti, oltre al fatto che le pene editali sono basse ed una carcerazione priverebbe i figli di una figura genitoriale. Gli ordini di protezione contro gli abusi familiari ex art. 342 Cod. Civ. potrebbero essere considerati come una anticipazione degli effetti della separazione, con la conseguenza che il tutto possa essere rimandato in questa.

Proprio la separazione con richiesta di addebito è un’altra forma di tutela, che però non sanziona del tutto gli atti mobbizzanti a cui si è stati sottoposti. L’unica forma di tutela con maggiore efficacia sembra essere la tutela risarcitoria (art. 2043 Cod.Civ.) ma anche in questo caso, si ripropongono i problemi della prova del comportamento mobbizzante, la prova del danno, e la concreta liquidazione del risarcimento. La nuova legge sull’affido condiviso, infine, ha introdotto l’art 709-ter Cod. Proc. Civ., ma anche qui si ripropongono le sesse difficoltà che si trovavano con i rimedi ordinari.

Siamo di fronte all’ennesima debolezza del nostro sistema legislativo a cui, solo qualche sentenza innovativa della magistratura riesce a porre un rimedio che però non è del tutto soddisfacente


AVV. GIROLAMO ALIBERTI
C.so MAZZINI 29, 70033 CORATO (BA)
studiolegale.aliberti@hotmail.it

domenica 26 ottobre 2008

L'affido condiviso dalla parte dei minori


Appunti da convegno ADIANTUM di Varese del 25.10.2008.

Parziale rassegna stampa cliccando QUI.

Importante convegno nazionale ieri al Palazzo della Provincia di Varese organizzato da Audiatum che ha unito il mondo delle Associazioni (ADIANTUM www.adiantum.it), quello della politica (la sen. Baio Dossi e gli on. Lussana, Paniz -padre della legge 54 sull'affido condiviso - e Volontè), il mondo universitario (coi proff. Canziani, Mancinell e Rotoli), quello della magistratura (dr. De Filippis della Corte d'Appello di Salerno), della avvocatura (avv. Pini-presidente AIAF Lombardia e avv. Baroffio).

Presenti una formazione di personaggi chiave realmente interessati alla reale tutela dei minori in ambito separativo. Presente FITMinori.
Delegazioni di Mamme Separate, di Papà Separati Novara e Papà Separati Lombardia erano presenti a sostenere e condividere il loro interesse per la Tutela del Minore.

Le preiscrizioni numerosissime ed il numero di operatori del settore interessati hanno portato a riempire la sala conferenze del Palazzo della Provincia, un'altra sala in cui venivano trasmessi su due grandi schermi gli interventi ed anche a portare nuove sedie nella sala conferenze: tutte le poltroncine erano occupate.

L'on. Paniz in primis, padre della legge 54/06 sull'affido condiviso che ha illustrato in maniera eccellente la legge che, proposta e sviluppata dagli anni '90, è stata approvata (non senza difficoltà e resistenze) una quindicina di anni dopo... Una legge che prima ancora di essere applicata nella sua forma attuale ha già bisogno di essere migliorata. La non applicazione dei riferimenti più importanti la svuota dei suoi argomenti principali, non segue la volontà del legislatore.

Si è parlato a lungo di sanzioni inesistenti nella quasi totalità dei casi, del 709 ter in troppi casi ignorato. L'impegno (anche, ma non solo, economico) di una azione giudiziaria atta a richiedere suddette sanzioni in rarissimi casi porta ad una effettiva sanzione che comunque si rivela poi smisuratamente inadeguata. Intervento dal pubblico su questo punto con una similitudine: se i divieti di sosta fossero raramente sanzionati e in caso di sanzione ci si trovasse di fronte ad una multa di €0,10 probabilmente chiunque lascerebbe la macchina nel posto più vicino alla sua meta. Il sistema traffico di una città si bloccherebbe immediatamente ed i responsabili, nei rari casi di notifica, dovrebbero affrontare un esborso irrisorio. Nelle separazioni con figli minori, non siamo lontani da questa similitudine.

La situazione espressa dal responsabile del Centro raccolta documentazione sui falsi abusi ha portato dei dati che più che allarmare lasciano increduli e sconcertati... Tanto si sa che l'effetto sicuro è l'allontanamento cautelativo del presunto genitore abusante e l'interruzione del rapporto con il figlio. Nel momento in cui si arriva all'archiviazione, con i tristemente noti tempi della giustizia, la sanzione per il genitore che ha diffamato il denunciato sono spesso assenti. Il rapporto genitore denunciato-figlio è spesso irrimediabilmente rovinato ma il dato più evidente è che l'unica vera vittima è il minore che crescerà con questo spettro della violenza subita che lo segnerà probabilmente per tutta la vita.

Viene spontaneo pensare che non ci sia un sistema che permette la reale tutela del minore.


Può essere condiviso l'apprezzamento dell'intervento del dr.Vittorio Vezzetti guardando i suoi video-tutorial sulla Sindrome da alienazione genitoriale (PAS) presenti nel CD-ROM che era a disposizione di tutti i partecipanti o direttamente qui:
http://fitminori.blogspot.com/2008/09/il-dr-vezzetti-spiega-lalienazione.html
e qui http://www.youtube.com/watch?v=yN8oOtdQhSs
Tutte le associazioni presenti hanno messo al centro la tutela del minore... Quella reale, quella che sta alla base della legge 54: la bigenitorialità...

A fronte di un incremento degli affidi condivisi (che dovrebbero essere la norma da non applicare solo in caso di genitore pregiudizievole) esistono purtroppo radicamenti culturali che portano ad utilizzare degli accorgimenti che snaturano la parità genitoriale: vengono perpetrati concetti come "il collocamento del minore" che nella legge non esistono ma che certamente riportano un genitore in prevalenza rispetto all'altro. Si parla di diritto di visita del genitore non collocatario.

Il mantenimento diretto chiaramente evocato dalla legge non trova applicazione neanche per l'aspetto economico: continua ad essere presente l'assegno di mantenimento che in troppi casi non tiene conto dei redditi, dei tempi di permanenza, della situazione separativa che si sta valutando, ignora di fatto che i genitori sono due e sono genitori allo stesso modo.

La residenza del minore viene cambiata per esclusiva volontà di un genitore calpestando la volontà dell'altro e delegittimandolo di fatto dal suo ruolo genitoriale.

Si è riflettuto anche sulla differenza tra il vecchio affidamento congiunto (intorno al 10%) e l'affidamento condiviso (formalmente applicato in percentuali sempre più alte ma sostanzialmente ancora inesistente nella quasi totalitàdei casi di separazione giudiziale).

Altro tema toccato è la differenza di trattamento dei minori nati in costanza di matrimonio da quelli nati da coppie non sposate, gli uni al tribunale ordinario, i secondi al tribunale per i minorenni.

E' emerso il concetto di simpatia di genere. La differenza di trattamento di un genitore rispetto all'altro in esclusiva funzione del sesso del genitore preoccupa. Ho pensato a Pirandello "la legge si interpreta per gli amici e si applica per i nemici". Vista l'emersa simpatia di genere che caratterizza l'ambito separativo questo spiegherebbe molte situazioni lontanissime dalla volontà del legislatore, dalla costituzione, dalla logica e soprattutto dalla reale tutela del minore.

La lentezza del sistema giudiziario genera ingiustizia.

Una breve carrellata di alcune esposizioni illustri al convegno di ieri:

La Senatrice Baio Dossi ha esortato a vedere il bicchiere mezzo pieno in quanto il percorso è iniziato con l'approvazione della legge 54. Ha fatto notare però che anche se vi è un incremento di affidi condivisi, l'applicazione della legge è formale e non sostanziale. Bisogna partire dal diritto naturale: l'attuale prassi applicativa non soddisfa. Le sentenze sono distorsive della legge e travisano il principio stesso della legge (la bigenitorialità)

Dario Galli, Presidente della Provincia di Varese che ha ospitato l'evento, pur non entrando nel merito della discussione, vista l'enorme presenza di riferimenti del settore, ha detto che il fenomeno delle separazioni è sotto gli occhi di tutti.

Il dott. Luca Maranzana, presidente di Figlipersempre ha presentato la direzione presa da Audiatum nella Tutela dei Minori.

Ernesto Emanuele (Presidente Nazionale Associazione Famiglie Separate Cristiane) ha parlato senza mezzi termini di "applicazione bulgara della legge", di violazioni continue dell'art.30 della Costituzione, di un sistema che non educa e di una cultura arretrata. La Cultura della Grande Madre non può esistere oggi. La critica verso la giurisprudenza che ha introdotto/inventato il concetto di collocamento del minore (che nella legge non appare) con il solo scopo di porre i genitori su due livelli differenti (ancora una volta negando palesemente la volontà del legislatore) ha trovato totale consenso.
Il genitore assenteista va punito, il genitore che accusa falsamente l'ex partner di abusi su minori va privato della potestà. Se un genitore si trasferisce il figlio rimane dove è.
I fatti di sangue, di droga, di alienazione che caratterizzano questi anni sono nella quasi totalità conseguenza diretta di questa getione delle separazioni.

Rosy Genduso (Presidente A.M.S) ha fatto un bell'intervento illustrando la situazione con numerose slides. Ha parlato della necessità di affrontare il problema separativo dal punto di vista del minore, di metterlo in primo piano. Un accenno all'abitudine troppo diffusa degli avvocati di spingere una certa conflittualità e perdere di vista il vero obiettivo delle separazioni: limitare il più possibile le conseguenze su chi colpe non ne ha: i figli. L'impegno di Mamme Separate, della Cooperativa Stella che nasce su iniziativa dell'Associazione Mamme Separate Onlus e l'adesione ad Adianutm hanno certamente dato lustro al suo intervento.

Bruno De Filippis (Magistrato, Consigliere di Corte d'Appello) ha parlato della sempre crescente applicazione dell'affido condiviso. Ha parlato delle difficoltà che ci sono state per fare approvare la legge, ha parlato esplicitamente di boicottaggio della legge 54 e di Pesanti resistenze culturali.
Ha detto che il 709ter della legge 54 viene ignorato come tutto l'argomento sanzionatorio. Anche la mediazione indicata dalla legge è ignorata.
La legge è stata svuotata e snaturata anche secondo lui, quindi.

Eccellente e incisivo anche l'intervento di Salvatore Garofalo (Papà Separati e Responsabile Legislativo di Adiatum) "Il Condiviso bis. verso il completamento della riforma" che ha fatto notare notevoli mancanze nell'applicazione attuale della legge. L'acme della sua presentazione estremamente ricca e conivolgente è stato quando è stato spiegato che, da un punto di vista applicativo, sembra esserci una maggiore attenzione alle bestie da macello (giustamente tutelate) che per i minori nella separazione.

Importantissimo segnale mandato dll'on. Paniz a tutti gli operatori del settore: l'"affido condiviso" non è l'"affido congiunto".
L'affido condiviso era una possibilità data dalla vecchia legge in caso di accordo e volontà di entrambi i genitori.
L'affido condiviso deve essere dato sempre, ad eccezione dei casi di presenza di un genitore pregiudizievole con importanti motivazioni.

La presenza di mamme separate (rappresentate dall'associazione di Rosy Genduso) e papà separati (presenti molte associazioni) che condividevano pienamente l'approccio alla separazione in funzione del minore fa pensare che il conflitto di genere non esista, che sia solo una caratteristica imposta che tutti rifiutano e subiscono allo stesso tempo. Chi si sottrae alla tutela del figlio va sanzionato, in ogni caso. Che sia papà o mamma, altrimenti è il sistema stesso che non tutela il minore.

E' ora possibile sottoscrivere il gruppo
"ADIANTUM, Ass. di Associazioni Nazionali per la Tutela dei Minori"
su Facebook

Di seguito il fitto programma della giornata di ieri

Programma della mattina:
ore 8:45 ACCOGLIENZA e REGISTRAZIONE PARTECIPANTI
ore 9:00 SALUTO DELLE AUTORITÀ
Dario Galli (Presidente della Provincia di Varese)
Christi an Campiotti (Assessore Provinciale
alle Politi che Sociali)
Lucas Maria Guti errez (Dirett ore Sociale ASL
della provincia di Varese)
Introduzione ai lavori
Luca Maranzana (Presidente Associazione
Figli per Sempre/ADIANTUM)
ore 9:30 Ernesto Emanuele (Presidente Nazionale
Associazione Famiglie Separate Cristi ane)
“La Legge 54/06 sull’affi damento condiviso:
sua applicazione e nuove proposte”
ore 9:50 Bruno De Filippis (Magistrato, Consigliere di
Corte di Appello)
“Proposte operati ve per una separazione mite.
Il ruolo fondamentale della Mediazione Familiare”
ore 10:10 Milena Pini (Presidente AIAF Lombardia)
“Affi damento condiviso e confl itt ualità tra
genitori: strumenti e soluzioni in sede giudiziaria.
La CTU e l’invio in mediazione familiare”
ore 10:30 Valeria Ajovalasit (Presidente Nazionale Arcidonna)
“Asimmetria tra uomo e donna nei carichi
familiari: ridisegnare compiti e ruoli”
ore 10:50 Enrico Baroffi o (Avvocato Consulente legale
Figli per Sempre)
“Le costi tuzioni parte civile di minore e
Associazioni: l’innovati va esperienza varesina”
ore 11:10 Vitt orio Vezzetti (Medico pediatra - Figli per
Sempre / ADIANTUM)
“La Sindrome di Alienazione Genitoriale PAS):
necessità di una previsione normati va”
ore 11:30 TAVOLA ROTONDA
Sen. Emanuela Baio Dossi - On. Luca Volontè
On. Mario Paniz - On. Carolina Lussana
ore 13:00 PAUSA dei LAVORI - BUFFET
Programma del pomeriggio:
ore 14:30 RIPRESA dei LAVORI
Rosy Genduso (Presidente A.M.S./ADIANTUM)
“Mamme Separate e tutela della Bigenitorialità.
Le ragioni di una scelta”
ore 14:50 Salvatore Garofalo (A.N.P.S. / ADIANTUM -
Responsabile Uffi cio Legislati vo)
“Il Condiviso bis. Verso il completamento
della riforma”
ore 15:10 Fabio Canziani (Neuropsichiatra Infanti le -
Università di Palermo)
“Abusi e falsi abusi nella separazione”
ore 15:40 Paolo Piccinelli (Responsabile U.O. Neuropsichiatria
Infanti le Ospedale Del Ponte, Varese)
“I legami di att accamento nelle relazioni
genitori - fi gli e nelle relazioni di coppia”
ore 16:10 Elena Sartorio (Psicologa e Consigliera
Provinciale)
Carlo Marchi (Psicologo forense)
“Bambini e preadolescenti di coppie separate:
uno studio epidemiologico in provincia di
Varese”
ore 16:30 Maria Rosa Mancinelli (Psicologa dei processi
di orientamento, Università Catt olica Milano)
“I disagi adolescenziali nella separazione”
ore 16:50 Giacomo Rotoli (Università de L’Aquila)
“Disegnare il piano familiare: residenza, tempi,
mantenimento”
ore 17:15 CONCLUSIONE dei LAVORI
CHAIRMAN: Giorgio Bellotti
Ordinario di Psicologia Clinica, Università
degli Studi dell’Insubria

giovedì 2 ottobre 2008

Lettera aperta ai Parlamentari italiani

Signori Parlamentari,

giusto pochi giorni fa (TG1 27.9.08) un padre pisano si è suicidato portando con se i due figli, la sorella ha testimoniato “da tempo la ex.moglie lo minacciava di non fargli vedere mai più i figli”. Ieri un padre a Bari ha bloccato un aereo ed allarmato l’aeroporto per evitare che la ex.moglie si dileguasse (aveva deciso di andarsene a Torino e portare via i figli) ora quest’uomo, oltre a non avere più la famiglia, ha la carriera rovinata.

Capisco lo stato d'animo di questi uomini perchè a suo tempo anche la mia ex. minacciò di andare via da Firenze con mia figlia, evitai la cosa per miracolo. Conosco personalmente decine di padri che hanno ricevuto questa minaccia, spesso poi effettivamente messa in atto.

Non dobbiamo vergogniarci a dire ciò che già rilevato dalle statistiche: in Italia migliaia di donne ricattano i propri ex. e letteralmente si "impossessano" della prole aggiungendo ad un fatto già economicamente ed emotivamente drammatico, come un divorzio, ulteriore disperazione spesso fatale (fonte LA7).

In Italia OGNI 3 GIORNI circa un padre si suicida a causa della separazione e sottrazione dei figli (fonte istat/eurostat)

Quanti padri di famiglia ancora dovranno deprimersi, rovinarsi, suicidarsi, prima che si arrivi a capire che togliere senza motivo i figli ad un genitore è un crimine contro l’umanità?

A voi Signori dico: così perdete il controllo (e la vita) di molti dei vostri cittadini onesti. Vi voglio ricordare che la DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL'UOMO firmata nel 1948 da tutti gli stati europei: "indispensabile che i diritti dell'uomo siano protetti da norme giuridiche, se si vuole evitare che l'uomo sia costretto a ricorrere come ultima istanza, alla ribellione contro la tirannia e l'oppressione"

SOLUZIONI URGENTI:

- revisione della legge 54/06 che imponga ai giudici di applicare un VERO ED EQUO AFFIDO CONDIVISO (e non come spesso avviene ancora oggi: cambia il nome restano le modalità dell’esclusivo)
- revisione della legge 54/06 che preveda la mediazione, la separazione mite, la doppia residenza dei figli.
- istituire (ci sono già proposte, chi non le conosce mi contatti) il reato di impossessamento di minore.

Io Signori vi scrivo perchè da uomo e cittadino italiano responsabile non voglio avere sulla coscienza migliaia di padri e figli che ogni anno muoiono o si avviano verso la disperazione, la depressione.

Spero che anche voi non vorrete avere sulla coscienza tutte queste vittime innocenti, vostri stessi cittadini italiani, potrebbero essere vostri fratelli, vostri padri, vostri figli.

Per qualsiasi motivo sono a vostra disposizione.
La cosa più importante ora è non strare più a guardare.

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FABIO B. / autorizzo divulgazione dei contenuti
responsabile del portale nazionale
http://www.paternita.info/

giovedì 25 settembre 2008

PRIMO CONVEGNO NAZIONALE FIGLIPERSEMPRE-ADIANTUM "L'AFFIDO CONDIVISO DALLA PARTE DEI MINORI"

SABATO 25 OTTOBRE 2008 ORE 9-17 A VARESE, VILLA RECALCATI :
PRIMO CONVEGNO NAZIONALE ORGANIZZATO DA FIGLIPERSEMPRE-ADIANTUM COL PATROCINIO DELLA PROVINCIA DI VARESE "L'AFFIDO CONDIVISO DALLA PARTE DEI MINORI"
In corso richiesta di Alto Patrocinio della Presidenza della Repubblica.
Fra i molti relatori -oltre alle realtà associative aderenti ad ADIANTUM- hanno confermato per ora la partecipazione la vice-presidente della Commissione Giustizia della Camera on. avv.Carolina Lussana, l'on. Emanuela Baio, l'on. avv.Maurizio Paniz e l'on. Luca Volontè, la prof.ssa Maria Rosaria Mancinelli-Psicologa dell'Univ.Cattolica di Milano, il Prof. Fabio Canziani-Neuropsichiatra dell'Università di Palermo,il prof. Giacomo Rotoli-Fisico-Matematico dell'Università dell'Aquila,il Dr. Bruno De Filippis,Magistrato di Corte d'Appello, l'avv.Milena Pini Presidente AIAF Lombardia, il Dr. Paolo Piccinelli, Responsabile U.O. NPI O.Del Ponte di Varese, il Prog.Giorgio Bellotti-Psicologo dell'Università dell'Insubria.
Questi i patrocinii finora ottenuti: Provincia di Varese, Regione Lombardia-Direzione Generale Famiglia e Solidarietà Sociale, ASL Provincia di Varese, Università dell'Insubria, CESVOV, Federazione Italiana Medici Pediatri prov. Varese, Cestut, Adiantum.

Effettuata richiesta di accreditamento ministeriale ECM per psicologi e medici.
Segreteria scientifica Dr.ssa Elena Sartorio 347-6175588 Dr.Vittorio Vezzetti 347-5977408
Notizie su www.figlipersempre.com e www.adiantum.it

lunedì 15 settembre 2008

Vademecum per genitori contro psicofarmaci ai minori

VOI GENITORI, VOLETE CHE LA SCUOLA TORNI AD ESSERE PER I
VOSTRI FIGLI UN LUOGO DI ISTRUZIONE ED EDUCAZIONE E NON
UNA FILIALE DELL’ASL?

LA RISPOSTA E’ SI? ECCO COSA POTETE FARE, PASSO PER PASSO

SCOPO DEL VADEMECUM: Proteggere i bambini e le loro famiglie dalla dannosa influenza di
psicologi e psichiatri nelle scuole. Sempre più genitori ci telefonano preoccupati di proposte
psicologiche all’interno della scuola a partire dalla scuola materna. La maggior parte dei genitori
non sa che questa è una specifica strategia per acquisire clienti in quel grande mare che è la scuola.
Strategia sviluppata 40 anni fa in America da circa 10 anni è stata importata in Italia. Negli ultimi 4-
5 anni ha avuto un boom anche da noi. In tutti i modi possibili psicologi e psichiatri stanno
convincendo insegnanti e genitori che i problemi scolastici sono “malattie mentali” da curare e che
solo loro possono risolvere il problema. Invitiamo tutti quanti a diffidare di tali professionisti che
non possono dimostrare alcun cambiamento nel comportamento dei ragazzi se non un netto
peggioramento. Il bullismo, che pretendono di risolvere, è una diretta conseguenza di questi
programmi introdotti in Italia circa 10 anni fa. Per maggiori informazioni www.ccdu.org sezione
pubblicazioni/opuscoli/danneggiare i giovani, oppure www.perchenonaccada.org.
COSA FARE:
1. Recatevi alla Segreteria della Scuola frequentata dai vostri figli e presentate una
comunicazione da voi scritta, firmata e fatta protocollare, che dichiari il vostro totale rifiuto
a far sottoporre i vostri figli a prove di valutazione psicologico-psichiatrica, come per
esempio test cognitivi, di personalità, del comportamento, questionari di indagine del
linguaggio, della valutazione dell’ansia e della depressione… .
Questo eviterà che i vostri figli partecipino alle iniziative proposte e vi metteranno al riparo
da qualsiasi intervento a vostra insaputa.
Nel caso vogliate intervenire in modo più approfondito, potete fare quanto scritto di seguito; prima
però è necessario conoscere quali sono gli organi scolastici nei quali voi genitori siete presenti e
potete intervenire:
a. Consigli di intersezione (scuola dell’infanzia), interclasse (scuola primaria), classe
(secondaria).
Sono formati dai docenti, dai rappresentanti dei genitori (dagli studenti nelle scuole superiori) e
presieduti o dal Dirigente Scolastico o da un docente da lui stesso delegato. Tra le funzioni si
evidenziano le seguenti:
- formulare proposte di carattere educativo, didattico;
- esprimere pareri sull’adozione dei libri di testo;
- esaminare la programmazione didattica elaborata dai docenti;
- verificare ogni due mesi l’andamento dell’attività didattica, interesse, problemi, difficoltà… .
b. Consiglio di Circolo e di Istituto.
E’ formato dai rappresentanti dei docenti, del personale amministrativo, dei collaboratori scolastici,
dei genitori e dal Dirigente Scolastico. E’ presieduto da un genitore, eletto Presidente.
Esso adotta gli indirizzi generali del P.O.F. (di cui trovate la sua spiegazione sotto) , indica i criteri
generali per la programmazione educativa, elabora e adotta gli indirizzi generali della scuola, … .
c. Assemblea di classe
E’ l’espressione fondamentale della partecipazione dei genitori alla gestione della
scuola, formata dai genitori della classe e dai docenti operanti in essa; si propone di realizzare una
collaborazione costruttiva tra tutte le componenti della scuola attraverso indicazioni e suggerimenti.
Durante tale assemblea verrà eletto il rappresentante dei genitori.
d. Comitato dei genitori
E’ composto dai rappresentanti di classe ed ha lo scopo di promuovere iniziative che migliorino il
rapporto scuola-famiglia, promuovere nella scuola e nella famiglia una maggiore attenzione alle
problematiche legate all’educazione e a tutelare la sicurezza e il diritto alla salute.
Ecco a questo punto i passi che potete intraprendere:
1. Per prima cosa recatevi alla Segreteria della Scuola frequentata dai vostri figli e fatevi dare il
P.O.F., che altro non è che il PIANO DELL'OFFERTA FORMATIVA, cioè la carta di identità
dell’istituzione scolastica che esplicita tutti i servizi che la scuola offre ai suoi utenti. Qualora vi
chiedono il perché, dite semplicemente che è un vostro diritto sapere il programma di studio.
Visionatelo al suo interno, soprattutto in riferimento ai Progetti previsti: in particolare quelli
relativi alle attività si screening, vale a dire test cognitivi, psicologici che hanno lo scopo di
individuare "disturbi fantomatici" di apprendimento, "di attenzione e iperattività" ecc., che
successivamente possono portare a segnalare il bambino per una etichettatura da “handicappato” o
affetto da "disturbo da deficit di attenzione e iperattività", per fare degli esempi ed approdare forse
nelle mani di neuropsichiatri infantili che, per risolvere il suo disagio, medicalizzano i suoi
problemi, ricorrendo magari alla terapia psicofarmacologica (in Italia 50.000 circa sono già i
bambini ai quali stanno venendo somministrati psicofarmaci!).
Attenzione anche ai Progetti sull'affettività che spesso vengono gestiti da neuropsichiatri infantili o
psicologi che entrano nella classe ad osservare i bambini.
Può essere che nel Piano dell'Offerta Formativa non troviate i Progetti nella loro interezza, potreste
soltanto vederne citati i titoli o una sintesi.
Solitamente ai genitori non viene mostrato il Progetto nella sua interezza, ma ne verrete a
conoscenza attraverso una circolare, che ne presenta solo un breve riassunto. Il Progetto è completo:
ecco perchè lo si deve visionare, per evitare sorprese poi.
Avete tutto il diritto (in base alla legge sulla trasparenza, che è la N° 241) di visionarli,
rivolgendovi presso l'Ufficio della Dirigenza.
Così facendo sarete sempre informati su quali sono i Progetti che la scuola porterà avanti nel corso
dell’anno scolastico e decidere di conseguenza, anche ricorrendo al trasferimento di vostro figlio in
un’altra scuola.
IMPORTANTE: è stato rilevato che gli screening psicologici non sempre avvengono tramite test.
Rapporti ricevuti parlano, per evitare lamentele dei genitori, di proposte di temi poi visionati da
psicologi, semplice osservazione dei bambini impegnati in normali attività di gioco, giochi proposti
da psicologi. Ultimamente, sempre per aggirare probabili lamentele, sono diventati più creativi: i
test li consegnano a casa chiedendo ai genitori di rispondere. Questi sotterfugi la dicono lunga sulle
intenzioni nascoste di psicologi e psichiatri per la scuola.
2. Per sottoporre i vostri figli a test e questionari psicologici o dei disturbi dell’apprendimento
RICORDATE CHE E’ NECESSARIO IL CONSENSO INFORMATO DA PARTE VOSTRA E
VOI VI POTETE OPPORRE. Nel caso in cui i vostri figli siano stati sottoposti a test psicologici a
vostra insaputa potete fare un esposto per la violazione della legge sulla privacy (D. Lgs. 196/03),
che potrete inviare ad esempio al Direttore dell’Ufficio Scolastico della Regione in cui risiedete,
all’Assessore all’Istruzione e Formazione della Regione suddetta, al Garante della Privacy (Piazza
Monte Citorio 121, 00186 Roma). Copia dell’esposto potete inviarlo anche al Comitato dei
Cittadini per i Diritti Umani, V.le Monza, 1 – 20125 Milano
3. Proponetevi come rappresentante dei genitori della classe; in tal modo, presenziando alle varie
riunioni, potrete monitorare meglio la situazione didattico-educativa della classe. Inoltre avrete la
possibilità di avere una maggiore comunicazione con le insegnanti di classe e collaborare con loro,
aiutando in tal modo l’istituzione scolastica nelle scelte educative e nel genere di istruzione da
impartire ai vostri figli (art. 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani).
4. Proponetevi di far parte del Consiglio d’Istituto e, diventando così parte attiva e responsabile
della vita scolastica vi impegnerete, insieme ad altri genitori, a restituire la scuola ad insegnanti
professionisti che guidino gli alunni, affinchè possano crescere in modo sano ed equilibrato,
sviluppando la loro personalità e consolidando, potenziando le conoscenze acquisite che
applicheranno poi nella vita.
5. Qualora vostro figlio, durante un colloquio avuto con gli insegnanti o con il Coordinatore del
corpo docenti, possa correre il rischio di venire segnalato come “affetto” da “handicap”, piuttosto
che da “disturbi dell’apprendimento” (disgrafia= incapacità di scrivere in modo corretto,
dislessia=incapacità di leggere e capire un testo scritto…) a seguito di test a cui è stato sottoposto,
voi, in quanto tutori e responsabili di vostro figlio, VI POTETE OPPORRE. Avete tutto il diritto
di farvi mostrare i test somministrati a vostro figlio. Fatevi spiegare e chiarire ogni cosa, ad
esempio: dai test risulta che vostro figlio è iperattivo. Cosa vuol dire iperattivo? Quali sono i test
scientifici che lo ritengono tale? Chi ha deciso che mio figlio è iperattivo? In base a quale
punteggio? Chi ha deciso che a quel numero corrisponde un deficit? Queste sono alcune delle
domande che potete porre al corpo docente.
Se vostro figlio ha delle difficoltà, svariate sono le azioni che possono essere intraprese: sottoporre
vostro figlio a un ceck-up completo per evidenziare possibili disturbi fisici reali, affiancare vostro
figlio a un’insegnante di recupero che lo aiuti dal punto di vista didattico, modificare la sua
alimentazione, che presenta allergie o disfunzioni ghiandolari o una presenza eccessiva di zuccheri,
coloranti…
6. Qualora vostro figlio sia già stato diagnosticato “affetto da…”, voi avete tutto il diritto di fare
OPPOSIZIONE NETTA, facendovi mostrare i test e dichiarando che state già prendendovi cura di
vostro figlio al di fuori dell’istituzione scolastica, attravero un’insegnante di recupero, piuttosto che
da voi stessi, per esempio. Ricordate: I GENITORI SONO GLI UNICI TUTORI RESPONSABILI
DEI PROPRI FIGLI, NON E’ LA SCUOLA!
RICORDATE: “Le scuole servono per imparare. Non servono per esperimenti psichiatrici su
giovani menti”. (Bruce Wiseman, autore di Psychiatry: the Ultimate Betrayal, pag. 385).
PER INFORMAZIONE: Il Piemonte e il Trentino sono le prime due regioni italiane che hanno
approvato una legge che pone il divieto assoluto dei test psicologici nelle scuole; ora questa legge è
approdata in Parlamento.
I bambini d’oggi saranno i futuri leader del domani!
Per poter crescere felici devono essere responsabili delle loro azioni senza dipendere da cure
psicologiche o psicofarmaci per essere dei “bravi bambini”.
Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani onlus
Per informazioni:
tel.: 02-36510685
E-mail: info@ccdu.org
www.ccdu.org

martedì 2 settembre 2008

Il Dr. Vezzetti spiega l'alienazione genitoriale

lunedì 1 settembre 2008

Il falso affido condiviso

martedì 26 agosto 2008

A Verona L'Ulss 20 si interessa di separazione.

Genitori separati, un aiuto dall'Ulss 20
di Redazione Web (del 26/08/2008 @ 11:14:57, Sezione Solidarietà)
“COPPIE CHE SI SEPARANO… GENITORI CHE RESTANO: paternità e maternità nella separazione”. Percorsi di gruppo rivolti a genitori separati con figli organizzati dall’Azienda Ulss 20.

Percorsi di gruppo rivolti a genitori separati con figli organizzati dall’Azienda Ulss 20. Gli operatori dei Consultori Familiari dell’Azienda Ulss 20 che si occupano di famiglia e di genitorialità all’interno del Servizio per le Famiglie Separate, organizzano percorsi di gruppo rivolti a genitori separati con figli. La proposta è offerta al singolo genitore che abbia attraversato o stia attraversando la separazione o il divorzio.

Questa esperienza è una possibilità di trovare un luogo dove incontrarsi e confrontarsi su argomenti concreti con altri genitori separati, dare parola a difficoltà, preoccupazioni e timori comuni nei confronti dei figli, avere uno spazio di confronto e sostegno reciproco, partendo dall’esperienza e dalla narrazione di ciascun genitore che attraversa il complesso e difficile percorso di cambiamento conseguente alla separazione, pensare al futuro per uscire dall’isolamento e garantire ai propri figli la presenza di entrambi i genitori.

L’obiettivo prioritario di questa esperienza di gruppo è quello di aiutare i genitori a recuperare il ruolo e la funzione paterna e materna, nella capacità di salvaguardare quei riferimenti fondamentali di sicurezza, stabilità e continuità di cui tutti i figli hanno bisogno nel loro percorso di crescita. I prossimi gruppi partiranno con il mese di settembre. Il percorso prevede 8 incontri a cadenza quindicinale che si svolgeranno nel tardo pomeriggio presso il Consultorio Familiare di Via Siracusa 4 (zona Borgo Milano) e presso il Consultorio Familiare di San Bonifacio, Via Sorte 15.

Chi fosse interessato a partecipare a questa esperienza può contattare gli operatori dello “Spazio Genitori Separati” tutte le mattine dalle ore 9.00 alle 12.30, presso il Consultorio Familiare di Via Siracusa - Tel. 045 8100422 e presso il Consultorio Familiare di San Bonifacio, Via Sorte 15 - Tel. 045 6138515.

Gli interessati effettueranno un colloquio preliminare con gli operatori che condurranno il gruppo, al fine di predisporre un elenco di partecipanti. Il calendario definitivo degli incontri sarà concordato al momento della formazione del gruppo.



fonte: http://www.giornaleadige.it/IT/articolo.asp?articolo=2996#commenti

lunedì 18 agosto 2008

Nel Segno del Padre

Postato da Psic su 25 Oct 2005, 03:18
in General ( PSIC - Uno Psicologo on line)

C’è una stella lassù in cielo, sembra una bambina e brilla nella notte come una luce bionda.
Ha gli occhi verdi, sgranati a guardare il mondo: Matrix la guarda, e poi mi dice che quella stella ci sorride mentre parliamo di lei.
Sono due ore che Matrix mi sta parlando di questa stella, e sono due ore che a stento io riesco a trattenermi.
E intanto Matrix la cerca sempre, con lo sguardo, come fosse davvero viva, oltre che palpitante.
La luce della notte è una luce quasi insolita, per me, vista passeggiando intorno casa mia, mentre l’aria di Roma - un lievissimo venticello clemente che ancora non porta odori umidi e tristi di autunno - ci lascia indulgere nella nostra passeggiata serale.
E’ sabato sera, e nel pomeriggio non ho lavorato, ovviamente.
La mattina ho fatto due o tre visite, fra cui Pollo Solimano, e poi la bellissima e depressa M.V.
Poi aveva telefonato Matrix, e avevamo combinato di vederci nella sera.
Matrix ha un suo nome e cognome, ovviamente: deve comunque il suo soprannome al fatto che ci conoscemmo all’uscita del film omonimo.
Lui era con la sua nuova compagna, io con uno dei miei figli: ci mettemmo per caso a parlare del film, e poi di figli.
Lui aveva letto qualcuno dei miei articoli sull’argomento (sono su riviste specialistiche), e quando si rese conto che io ero l’autore di quegli scritti, mi parlò della sua tragedia. Matrix non vede sua figlia da tanto tempo: e per questo lui, quando parla con qualcuno della figlia, ed è notte, cerca sempre una stella, e dice che quella è sua figlia.
La figlia è ovviamente figlia ora di una guerra senza luce e senza pietà, ammesso che le guerre possano albergare in sé luci e pietà, ed è il frutto di un matrimonio iniziato e terminato nel giro di pochi anni circa.Da quando Matrix si è lasciato con la moglie, è iniziata nel giro di pochi mesi, una guerra ignobile e terribile, che alla fine ha portato allo stravolgimento di qualsiasi rapporto tra lui e l’ex moglie, e alla sottrazione della piccola V., che da anni vive in una località che Matrix non conosce e a cui viene impedito di vedere il padre pur se una regolare sentenza gliene dà ampia possibilità.
Guarda il cielo di Roma, Matrix, adesso, e dice che sua figlia è una stella che prima o poi lui rivedrà vicino a sé, e intanto racconta di come in questi anni lui abbia passato tutte le sfumature della disperazione umana, di cui ti sa raccontare ogni angolo e ogni respiro.
Racconta particolari che non posso nemmeno citare, e sopra tutto, Matrix racconta la folle crudeltà di un sistema che attraverso la “giustizia” riesce a creare solo dolore e ingiustizia.
La voce con cui Matrix racconta tutto questo è una voce che sembra solo sfiorare le cose umane, una voce che ormai sembra lontana e carezzevole: ha perso una figlia e ha trovato una stella, dice lui, e parla come se lui ormai vivesse su quella stella: una stella bionda come era sua figlia, e dagli occhi verdi.
Quando ti strappano una figlia e ti impediscono di vederla hai due sole strade, dice.
O impazzisci e fai una strage, o trasfiguri tutto in un mondo dove tutto questo crei un senso alla perdita che vivi.
Il fatto che una figlia strappata sia anche una figlia viva, e che sia stata strappata dalla cattiveria della gente, una cattiveria aiutata da un sistema folle come quello che nei nostri paesi dovrebbe garantire per prima cosa “giustizia” ai bambini, e invece la prima cosa che regala loro è il conflitto e le relative tragedie, il fatto – dicevo – che sia la cattiveria umana a toglierti una figlia, per un verso regala innegabilmente la speranza di rivederla, mentre per l’altro verso racconta alla propria rabbia l’irriducibilità di sé stessa, la terribile sfida di doversi fare una ragione di un odio terribile che non si può non provare ma che, per sopravvivere e per sperare di non distruggere ancora di più la figlia, non si può che cancellare.
Matrix è il limpido, luminoso esempio di come una coscienza umana possa creare una dimensione capace di trasfigurare in speranze e creazioni i propri limiti, le proprie distruttività, i propri errori e orrori: in quella stella bionda e dagli occhi sgranati e verdi ci sono dunque per tutti noi i segni di quelle creazioni che abbiamo dimenticato, e che portiamo chiusi in fondo al nostro cuore.
Matrix non è il solo padre in queste condizioni: e non è nemmeno il solo genitore. Ce ne sono tanti, che a causa di una logica folle, che coinvolge un intero sistema che dovrebbe tutelare gli affetti e invece li distrugge, hanno perso ogni contatto con i propri figli.
Casi nei quali si mostra tutta la paradossalità della nostra cultura – una cultura che vive nella logica di identificare nelle separazioni e nel conflitto la soluzione ai conflitti e alle separazioni.
La nostra - in altri termini - è una cultura che considera normale (ma normale per chi? E dove? viene da chiedersi) il fare la guerra contro la guerra, o combattere la violenza con altre violenze: una logica della contrapposizione che implica solo la contrapposizione e la scissione come soluzioni alle contrapposizioni e alle scissioni, e non punta mai ad accrescere e integrare ciò che appare separato e in conflitto (laddove tutto però, come dice Humberto Maturana, è una distinzione posta da un osservatore ad un altro osservatore, che può essere egli stesso http://www.matriztica.org e http://www.oikos.org/matit.htm ).
Ci sono figli che, in seguito alle lotte fra i genitori, vengono portati per sempre in altri stati: al 2004, il Ministero della Giustizia aveva in carico oltre milleeduecento casi del genere: bambini letteralmente rapiti ad un loro genitore, un genitore che oggi forse loro stessi non conoscono e non ricordano più, e che vivono all’estero, in terre assolutamente lontane.
Moltissimi i bambini italiani cui viene reso impossibile per anni incontrare uno dei due genitori.
Alcuni, come la piccola Valentina Cori, sono persino segnalati dalla Polizia di Stato nel suo sito tra i bambini sottratti (ciccando su questo link sarete diretti proprio alla pagina del sito della P.S. dedicata a Valentina CORI , il cui papà Enrico, altro mio carissimo amico ha creato un sito (www.valentinacori.it ) per poter parlare alla figlia scomparsa, sperando che qualcuno la veda. Valentina, assume la Polizia di Stato, si troverebbe in Sicilia, verosimilmente sottratta dalla madre. Di tutti questi poveri bambini, vittime di guerre folli, si occupano alcune associazioni di genitori come www.figlinegati.it e “ Figli sottratti” (dove si leggono storie realmente tragiche di bambini sottratti all’estero) o, anche, “Papà Separati”, che sono, insieme ad un altro paio, fra le più credibili e quotate.
Ma il vasto panorama delle associazioni di genitori separati - le sigle sono tante, e vorrei dire: troppe- indica che anche qua la separazione rimane la chiave paradossale con cui, cercando di affrontare un problema, lo si esaspera:
-Gli stessi padri separati spesso sono ragazzini che riescono solo a separarsi fra loro perché ognuno vuole comandare e se non ci riesce si separa…- dice Matrix, mentre guarda quella stella e sembra inghiottire, con questa frase, un altro dispiacere.
- Dove pensi che sia Flavia, ora?- gli chiedo.
Non mi risponde subito, Matrix, perché prima guarda in cielo, e poi la strada.
Ma stasera noi siamo la strada, la notte, il vento, e lui non riesce a sottrarsi dunque al proprio sguardo:
-Forse è in Italia, forse l’hanno portata … ma tu non scriverlo, questo, nel post…-
Matrix, cosa manca a tutto questo, per permettere tutto questo?
-Siamo una cultura che vive di leggi e sentenze, ma nessuno di noi vuole rispettarne davvero una, se non è quella che gli conviene. I giudici fanno i processi per stabilire a chi va affidata mia figlia, ma se poi la madre la rapisce e la porta via, nessuno si muove per ridarmela, tantomeno per condannarla.
Matrix ha ragione: impedire ad un figlio di vedere l’altro genitore è un comportamento che con estrema rarità comporta delle condanne.
Il reato, se viene ravvisato, non integra mai quello che in realtà accade, vale a dire una lesione profondissima dell’equilibrio di un bambino che sarà sempre un adulto amputato: se qualcuno si muove, e questo “se” il più delle volte rimane tale, il capo di incriminazione è un’elusione dell’ordine del giudice.
E con questo il Codice Penale, e la magistratura intera, chiudono i loro conti e conticini, ignorando cioè che quel bambino subisce un abuso emozionale che lascerà feroci segni nel suo cuore.
Al contrario, il mancato pagamento dell’assegno di mantenimento, implica una violazione degli obblighi di assistenza familiare: per il nostro codice e la nostra magistratura, dunque, si accudisce un bambino solo dando i soldi.
Poi, si può pure sparire, o fargli sparire un genitore, e non si commette reato.
Sono tragedie disumane, queste, e ogni volta che un bambino è costretto a perdere un genitore muore un mondo.
Ma noi viviamo in una cultura che non solo è indifferente a questo, ma che addirittura ne trae profitto: il contenzioso per l’affido dei figli genera decine di milioni di euro l’anno, e nessuno vuole rinunciarci: né le lobby professionali, né coloro che traggono altri profitti, più o meno indiretti, da tutto questo.
Ci sono intere categorie che traggono potere e denaro dal permanere di questo clima di continua conflittualità nella nostra società.
Non parlo solo degli avvocati: ma anche di chi si occupa di assistenza sociale, chi si occupa di perizie, chi ha case famiglie dove ospitare i bambini vittime del disagio genitoriale.
Sono in tanti a guadagnare dalle tragedie che triturano il cuore dei bambini.
-Non ci si può lamentare che siamo un paese in cui tra mafia e lobby politiche, si tenta sempre di sottomettere la giustizia e le leggi ai nostri interessi personali: lo impariamo da bambini- dice Matrix. E prosegue:
- I figli dei genitori separati sanno benissimo che se la mamma (o il papà, molto più raramente) se ne strafottono delle sentenze del giudice, non succede niente. Sono le mamme, in questi casi, che comandano, non i giudici. O i papà, quando ci si mettono loro a strappare le sentenze: meglio, a “vanificarle”.
La “vanificazione della sentenza” è infatti il termine, letteralmente inventato, con cui un giudice del Tribunale di Roma, la dr.ssa *******o, giustificò pienamente il comportamento di una madre che per anni aveva sempre evaso l’obbligo di salvaguardare i rapporti fra le figlie e il padre, e impedito loro di incontrarlo regolarmente.
La sentenza d’Appello risultò “vanificata di fatto”, e quel giudice dunque chiuse così ogni ipotesi e speranza che una sentenza debba davvero essere osservata, perché ritenne naturale, e non colpevole, che si potesse evaderla per anni, insegnando a tre bambine che il padre, che nulla aveva fatto, era persona da detestare.
In questi casi, dunque, la Polizia è impotente, il giudice se ne lava le mani, o, peggio, avvalla negli anni l’inosservanza delle sentenze, che addirittura legittima definendole “vanificate di fatto”, e i figli crescono naturalmente, e inappellabilmente, con la certezze che le sentenze non contano, e si possono “vanificare”, se non ci piacciono. Mia figlia questo lo sa molto bene, e lo sanno i figli di tutti noi separati. Come fa la magistratura a lamentarsi della capacità mafiosa di tutta una cultura, di tutto un popolo, di tutta una maggioranza politica, e cioè la capacità di fregarsene di leggi e sentenze, e, se non piacciono i giudici, di strappar loro i processi, se lascia che i nostri figli crescano proprio in questa cultura dell’evasione del Diritto?-
Cosa manca, Matrix, alla nostra società?
Manca il Padre, Gaetano, mi risponde. Lo sai, lo sai meglio di me. Manca un Padre interno, manca la capacità di crescere e di non essere figli in accontentabili e privi di regole.
Siamo una società di eterni figli, in accontentabili, viziati, incapaci di trovare un Senso e un Logos nell’esistenza, di definirci attraverso limiti e non soltanto bisogni.
Ha ragione Matrix: dalla nostra società è scomparso il Padre: ma non solo il ruolo, la figura familiare, il genitore di sesso maschile.
E’ scomparso pure quello, se vogliamo, ma soprattutto è scomparso dalla nostra coscienza, dalla nostra psiche più profonda. E non va identificato solo con la mera figura familiare, o, peggio ancora, con il figlio di mamma violento, prepotente, viziato, che quando si sposa pretende di restare il bambino inaccontentabile reso tale da una "mamma" sempre a disposizione, e che pretende di trovare nella compagna solo una persona che, con le buone o le cattive, lo accontenti e non gli imponga confronti.
I nostri figli vengono fagocitati sempre più dai desideri, dai nostri o dai propri poco importa, e non riescono a trovare più limiti che diano loro stima di sé stessi e senso al proprio esistere nella diversità e nella responsabilità delle proprie scelte.
Gli stessi figli vengono ridotti a optional del passatempo, e buttati in un cassonetto se considerati un peso, un ostacolo, o anche i testimoni di una vita non goduta: la madre figlicida è sempre considerata incapace di intendere e volere, al contrario del padre figlicida che viene sempre considerato colpevole perchè capace di intendere e volere, proprio perché il figlio è considerato sempre più una cosa destinata solo ad allietare e gratificare un’esistenza.
-Attento a scriverle, queste cose- mi avverte Matrix. Sai benissimo che sono impopolari.
Si, è vero, Matrix, ma tu sei il mio amico di tanti anni, e abbiamo combattuto insieme un bel po’ di battaglie, e lo sai che io scrivo sempre quello che sento, e che sento vero… e questa sera l’incontro con te mi ha suscitato proprio queste riflessioni, e io, che sono abituato a scrivere nei miei post esattamente quello che più sento come mio, oggi parlerò proprio di questo: abbiamo perso la capacità di ascoltare il Padre che è dentro di noi.
Il Padre è una figura fondamentale, presente, come lo è quella della Madre, archetipicamente nella psiche di tutti, una figura che ci guida nel mondo mediante regole senza le quali siamo perse, che ci dà la capacità di elaborare il dolore, che ci dà stima e forza in noi stessi, e ci regala la voglia, e la possibilità, di guardare in alto, e oltre, alla ricerca di nuovi domini e nuove dimensioni da affrontare.
La nostra cultura ha perso il Padre, e non può più crescere: siamo destinati a restare una società di eterni bambini, sempre indecisi fra una merendina e un videogioco, incapaci di andare oltre e affrontare l’esistenza dalla porta dell’esistenza e non dal video del reality show o dell’ultimo videofonino acquistato.
-Hai letto i libri di Risè, tu?- mi chiede Matrix.
Sono libri bellissimi e impressionanti, e riportano statistiche scientifiche terribili: “Il Padre, l’assente inaccettabile” riporta chiaramente come in testa ai suicidi, agli homeless, ai depressi, ai carcerati per gravi pene, ai tossicodipendenti, così come ai bambini violentati, ci sono loro, sempre loro: i fatherlessen, i bambini cresciuti senza il padre.
Perdere il Padre interno, ma anche quello esterno, vuole dire perdere il diritto alla vita, al confronto con l’esistenza, alla possibilità di vivere la propria autonomia come autonomia e non come desideri che qualcun altro ci deve soddisfare, lasciandoci alla nostra impotenza.
Lentamente io e Matrix torniamo verso casa mia.
Ci accolgono Paolik e Luca Suhe, i miei due figli più piccoli. Mancano i due più grandi: prima o poi verranno. Al momento sono indaffarati con la madre.
Chiedo a Matrix se vuole bere qualcosa, un bicchiere della staffa prima di andarsene.
Lui guarda la sua compagna, la bellissima Lara, russa, e lei gli dice che non se la sente di restare.
Matrix sorride e mi fa capire che deve andare: Lara ha un violento attacco di nausea, e vuole tornare a casa.
E già: Matrix e Lara aspettano un bambino.
Ed è questa la vita, la vita che continua: perché, da qualche parte del mondo, in una strada o in un angolo oscuro dell’Inconscio dove solo una ferita porta luce, c’è ancora un Padre che vuole tornare ad essere Padre.



Gaetano Giordano, psic in Roma





Un ringraziamento, in questa notte di notte e di sogni, per E.R., che mi ha accompagnato per le mie strade e i miei orizzonti




NOTA:

I PERSONAGGI DELLE STORIE NARRATE SONO STATI RESI COMPLETAMENTE INIDENTIFICABILI.



I LORO DATI ANAGRAFICI E OGNI CARATTERISTICA ATTA A FARLI RICONOSCERE E' STATA MODIFICATA

fonte: http://www.giannifurlanetto.it/nel_segno_del_padre.htm

giovedì 14 agosto 2008

Organizzazione figli per separati on line

Interessante mezzo di gestione degli impegni dei genitori separati, condivisione ecc. Custody planner

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mercoledì 13 agosto 2008

martedì 12 agosto 2008

Intervento VITTORIO VEZZETTI e MARIO MILANI interessantissimo







ADIANTUM valuta negativamente dati Istat affidamento condiviso

Roma – Fabio Nestola, Responsabile Nazionale Dati dell'Osservatorio, afferma che "ad una crescita percentuale di affidamento condiviso dei figli non corrispondono misure troppo diverse da quelle erogate con il vecchio ordinamento. In troppi tribunali l'affidamento condiviso è solo un'etichetta da incollare al precedente orientamento, cambia solo la dicitura: i figli non più 'affidati' ma 'collocati' presso un solo genitore, che per l'effetto ottiene l'assegnazione della casa coniugale ed il versamento di un contributo al mantenimento. Esattamente il contrario di ciò che il Legislatore intendeva riformare. In buona sostanza, le rilevazioni statistiche riflettono una facciata luminosa dietro la quale si nasconde un panorama reale ancora grigio. Associazioni di genitori che hanno promosso e sostenuto la riforma, ma anche magistrati, avvocati, psicologi, pedagogisti e decine di parlamentari, convergono sulla necessità di aggiornare la normativa fino ad oggi impoverita da una disapplicazione avvilente". "Siamo ben lontani", osserva Tiziana Arsenti, Coordinatrice Nazionale dell'Osservatorio, "da una concreta applicazione del condiviso in Italia. Il vero 'boom' a cui stiamo assistendo è quello relativo alle centinaia di provvedimenti, difformi dal dettato della legge 54, che il nostro Osservatorio sta ricevendo da tutto il Paese, a conferma che i dati sciorinati in questi giorni dall'ISTAT nascondo una realtà del tutto diversa. Le dimensioni del problema, oggi, appaiono allarmanti". Più duro il Presidente di Papà Separati Palermo, che aggiunge "a ben guardare le attuali modalità applicative della legge, il mandato del Parlamento è stato tradito proprio da chi doveva garantirne la corretta applicazione. L'affidamento condiviso è stato svuotato dal significato che il Legislatore gli aveva attribuito, e l'estremo arbitrio con cui la Magistratura continua ad applicare la giurisprudenza precedente è sotto gli occhi di tutti". "Se ancora oggi", sostiene Andrea Carta, Presidente di Papà Separati Novara, "un genitore deve minacciare di darsi fuoco di fronte ad un tribunale per ottenere ascolto da parte di quelle istituzioni che negano ostinatamente il suo diritto alla genitorialità, è evidente che questo stato di cose non funziona. Magistratura e Servizi Sociali spesso intervengono in modo sproporzionato commettendo errori sulla pelle dei bambini" Per Vittorio Apolloni, Presidente del Centro Documentazione Falsi Abusi su minori, «L'ISTAT non dà indicazioni sulla gran mole di false accuse che sempre di più accompagnano i procedimenti giudiziali di separazione. E' necessaria, invece, una radicale riforma del sistema dei servizi sociali e una revisione delle procedure di colloquio e perizia sui bambini vittime di presunti abusi. In 22.986 casi i genitori si accusano a vicenda, usando i figli come mezzo di rivalsa sull'altro. E la metà delle denunce di violenza sui bambini si rivela poi infondata, senza alcuna conseguenza sostanziale per l'accusatore". "Purtroppo", conclude Antonello De Leonardis, Presidente foggiano di Genitori Separati, " ciò che manca è quel cambiamento culturale che il Legislatore auspicava dovesse avvenire nei tribunali d'Italia con la novella legge 54 del 2006. In questi due anni di oblio, invece, migliaia di bambini hanno continuato a subire la violenza dell'allontanamento dal genitore escluso, mentre l'ISTAT pretende di dare ai cittadini l'illusione che tutto sia stato risolto. È doloroso ammettere che dalla entrata in vigore della legge 54, alla sua concreta applicazione da parte della magistratura, intercorra un lasso di tempo che miete ancora vittime".
fonte: http://www.casertanews.it/public/articoli/200808/art_20080812064253.htm

martedì 24 giugno 2008

Trailer di un film sui diritti del padre nella separazione

Trailer da vedere. Chissà se arriverà in Italia questo film-denuncia.

http://www.williamfain.com/afr.trailer.html

A Father's Rights

Padre (e di conseguenza figlia) senza diritti

"padre senza diritti"
denuncia con nomi e cognomi
"madre padrona" e complici
Il mitico Peppino Impastato gridava alla gente: "LA MAFIA E' UNA MONTAGNA DI MERDA"

La professoressa Stella Ranieri dell'istituto Erasmo da Rotterdam di Sesto San Giovanni, che dopo vari anni di atteggiamento di esclusività su nostra figlia arriva a dichiarare: "Dalla percezione che io ho avuto io non mi sento di fargli vedere la bambina da solo. Ritengo di non avere fatto nulla per ostacolare il rapporto padre/figlia. Se chiesto B. inserisce il padre nell'elenco delle persone a cui vuole bene, quindi io non ritengo giusto che una figlia debba rinunciare al padre ma non posso immaginare di affidargliela e non intendo farlo fino a quando qualcosa non cambia", e che, invece di venire sanzionata con l'affido condiviso e più diritti per il padre di sua figlia e per la figlia stessa, viene "premiata" con l'affido esclusivo e 300 euro di contributo: Q U E S T A E' "M A F I A"

Gli assistenti sociali Paola Farina, Silvia Lo Forti e Gisolfo Facco, che arrivano a dichiarare: "Al momento non si ritiene vi sia alcun margine per una mediazione familiare fra le parti" (senza alcuna motivazione); "La minore ha manifestato nel tempo reazioni preoccupanti: rabbia, rifiuto di incontrare il padre, aggressività e tristezza"; "Per ciò che concerne il padre e la sua richiesta di incontri con la figlia, la sua storia di vita e il profilo di personalità portano a ritenere utili, almeno in una fase iniziale, incontri protetti tra lui e la bambina a cadenza regolare ma non ravvicinata", e tutto ciò al solo scopo di assecondare il rifiuto alla mediazione della madre, infischiandosene dei diritti dell'infanzia: Q U E S T A E' "M A F I A"

Il G.O. EPIFANI ALESSANDRA che arriva a verbalizzare una mia espressione di stupore: "Questo lo dico di mia iniziativa, non credevo che lei scrivesse, che facesse già parte del verbale. Lei non mi ha fatto nessuna domanda"; ma che invece quando la madre ha dichiarato: "La bambina non vuole stare con il padre" o quando lei stessa ha affermato: "in qualche modo bisogna subire le decisioni dei servizi sociali" non ha verbalizzato nulla:
Q U E S T A E' "M A F I A"

Il Collegio giudicante (ALIVERTI EMANUELA, DOMONICO MARIA GRAZIA, COLOMBINI CESARINA, BOLLATI LUCA) che avalla tutto quello che gli propongono i Servizi sociali, senza battere ciglio. Questo cos'è? No comment

Una giustizia che decide che per una bambina ci vogliono 600 euro al mese per vivere (300 euro, 50%+50%) e che al padre possano bastare 705 euro: Q U E S T A E' "M A F I A"

LA MAFIA E' UNA MONTAGNA DI MERDA

Noi padri separati dai nostri figli incoraggiamo il Presidente del Consiglio, e la sua compagine ministeriale nei loro propositi, e lo esortiamo ad andare avanti.

<>

Per altri particolari e una parte degli atti e documenti,
si prega di visionare il sito:
http://www.bac232.altervista.org

fonte: http://madrepadrona.altervista.org/

lunedì 23 giugno 2008

Lettera aperta di denuncia di un "padre senza diritti"

20/06/2008
LETTERA-DENUNCIA DI UN PADRE SENZA DIRITTI E DISPERATO
LETTERA APERTA PER UNA PERSONA CHE RIFIUTA OGNI ALTRO MEZZO DI COMUNICAZIONE
PURTROPPO QUESTA PERSONA NON E' UNA QUALSIASI MA E' LA MADRE DI MIA FIGLIA

AVEVA 4 ANNI MIA FIGLIA L'ULTIMA VOLTA CHE ABBIAMO
POTUTO STARE UN PO' INSIEME, ORA NE HA 6

DA DUE ANNI UNA INNOCENTE VIENE PRIVATA DEL DIRITTO
DI AVERE UN PAPA' PRESENTE

DA DUE ANNI LA MADRE MI IMPEDISCE DI SVOLGERE IL MIO RUOLO
DI GENITORE, SENZA UN VALIDO MOTIVO

DOPO LA SEPARAZIONE TRE ANNI DI APPARENTE E SUBDOLA NORMALITA' PRIMA,
E DUE ANNI DI VESSAZIONI E MORTIFICAZIONI POI

DA SEMPRE MI HA ESCLUSO DA OGNI ATTIVITA' SOCIALE E DA
OGNI DECISIONE PER NOSTRA FIGLIA

I SERVIZI SOCIALI DI SESTO INVECE DI AIUTARCI
HANNO INFLITTO IL COLPO MORTALE ACCETTANDO CON LEGGEREZZA
IL RIFIUTO DELLA MADRE DI FARE UNA MEDIAZIONE

IERI RILEGGENDO LE SUE VARIE DICHIARAZIONI, HO TROVATO LA
SEGUENTE del 24/04/07 RILASCIATA AL GIUDICE EPIFANI ALESSANDRA:
"Se chiesto, Beatrice inserisce il padre nell'elenco delle
persone a cui vuole bene, quindi io non ritengo giusto
che una figlia debba rinunciare al padre ma non posso
immaginare di affidargliela e non intendo farlo fino a quando
qualcosa non cambia." (firmato Stella Ranieri)

QUINDI L'HO CHIAMATA CHIEDENDOLE GENTILMENTE A CHE COSA
SI RIFERISSE CHE DOVESSE CAMBIARE

SUA RISPOSTA: "Allora! Quello a quando risale? Risale a un secolo fa!
Io non intendo parlare di niente... lasciami in pace... non mi
interessa..." NON RICORDO ALTRO PERCHÈ LA SIGNORA HA RITENUTO
DI DOVER URLARE FRASI SCONNESSE, IO HO CERCATO DI FARLA CALMARE
MA E' STATO INUTILE, POCO DOPO MI HA CHIUSO IL TELEFONO IN FACCIA.

A QUESTO PUNTO PRENDO QUESTA DECISIONE UN PO' DRASTICA E INUSUALE MA
AL MOMENTO L'UNICA POSSIBILE. DENUNCIARE LA MADRE CON NOME E COGNOME
A TUTTI I MEDIA ED AUTORITA' A ME NOTI CON IL SEGUENTE MESSAGGIO:

==========================================================
CARA STELLA RANIERI, SE NON TI DECIDI A RISPETTARE I MIEI DIRITTI E QUELLI
DI NOSTRA FIGLIA NON INTENDO DARTI UN CENTESIMO,
PIUTTOSTO MI AMMAZZO O VADO A FARE IL BARBONE O RICORRERO'
A QUALUNQUE ALTRO GESTO POSSA SERVIRE A RIDARMI DIGNITA' E SERENITA'
COME PADRE E COME CITTADINO DI UN PAESE CIVILE.

LA MIA QUERELA NON E' MOTIVO PLAUSIBILE PER NON FARE IL TUO DOVERE,
MA ANZI E' UN MOTIVO IN PIU' PER FARLO.

SENZA UNA PLAUSIBILE MOTIVAZIONE TU HAI OTTENUTO IL MIO
ALLONTANAMENTO DA NOSTRA FIGLIA E UN CONTRIBUTO AL
MANTENIMENTO SPROPOSITATO RISPETTO AL MIO REDDITO
(300 EURO A FRONTE DI UN REDDITO DI 1100 EURO).
CHE FORSE UNA BAMBINA DI 6 ANNI HA BISOGNO PER VIVERE DI 600 EURO
AL MESE, MENTRE AL PAPA' NE BASTANO SOLO 800?

TI PREANNUNCIO CHE INTENDO CHIEDERE LA RIDUZIONE DEL
CONTRIBUTO A 200 EURO COME I NOSTRI RISPETTIVI AVVOCATI
STAVANO CONCORDANDO, UN ACCORDO FANTASMA CHE
IL TRIBUNALE, CHISSA' PERCHE', HA IGNORATO DEL TUTTO.

NON PENSARE CHE MI ARRENDERO' FACILMENTE! TI RESTITUIRO' INTEGRALMENTE
GLI ULTIMI DUE ANNI DI SOFFERENZA CHE MI HAI REGALATO!

SPERO CHE PER ME SIA ARRIVATA FINALMENTE LA CIMA DELLA
MONTAGNA, E CHE PER TE SIA FINITA LA PIANURA, DA ORA IN AVANTI
DOVRAI FARTI LA TUA FATICOSA RISALITA!

FORSE VORRAI FARCI SAPERE FINALMENTE QUALE SIA IL TUO REDDITO
PERCHE' NEL FASCICOLO DEL TRIBUNALE C'ERA SOLO IL MIO!

PER TUTTI I MEDIA CHE VOLESSERO INTERVISTARLA, LA PROFESSORESSA RANIERI
E' REPERIBILE ALL'ISTITUTO ERASMO DA ROTTERDAM DI SESTO S.GIOVANNI
==========================================================

Per altri particolari e una parte degli atti e documenti,
si prega di visionare il sito:

http://www.bac232.altervista.org/
fonte: http://www.bac232.altervista.org/2008.06.20.htm

In due anni me l’hanno fatta vedere 8 ore

Salvatore C., 48 anni, chiede di poter trascorrere del tempo con la sua bimba: «E’ u n’ingiustizia»

«In due anni me l’hanno fatta vedere 8 ore»

MILANO 20/06/2008 - «Mia figlia sta crescendo senza di me. Per lei ormai sono quasi un estraneo, che può parlarle solo una volta al mese». Salvatore C., 48 anni, ha deciso di raccontare la sua storia ad un giornale, dopo due anni di sofferenza, perché è convinto che solo urlando il suo dolore qualcosa si possa smuovere. Una storia che inizia con una brutta separazione (come sempre in questi casi) e che finisce nella sala d’aspetto di una comunità per minorenni.

«UNO STILLICIDIO»
«Il mio angelo si chiama Beatrice, ha 6 anni e i miei stessi occhi - racconta oggi Salvatore - all’inizio, dopo la separazione da sua madre, riuscivo a vederla una volta ogni due settimane. Beatrice aveva appena 10 mesi». I primi due anni le cose sono andare più o meno bene: Salvatore e la moglie tentavano di far andare le cose per il bene della piccola. «Poi, però - spiega l’uomo, che lavora come tecnico informatico all’università Bicocca - questi incontri si sono diradati fino a diventare uno ogni quattro settimane».

“Incontri protetti”, li chiamano gli assistenti sociali. Perché a sorvegliare i bambini, durante la visita di un’ora con il padre, ci sono sempre loro. «E’ stato il troppo amore che Beatrice aveva nei miei confronti a fare, paradossalmente, il danno - racconta Salvatore - una sera la bambina era con me e a un certo punti si è messa a dire mentre era al telefono con la madre che voleva restare con me, il padre».

«VOGLIO STARE CON LEI»
Secondo Salvatore, da allora i rapporti con la ex moglie sono di nuovo precipitati. Adesso può vederla solo una volta al mese, alla comunità “La grande casa” di Sesto san Giovanni. Anche lui, come molti dei padri separati, è convinto che gli assistenti sociali abbiano “condizionato” la piccola. «Soffro al pensiero che mia figlia sta diventando grande senza avere un padre accanto».

Una sofferenza che salvatore ha riversato in un sito internet che porta il nome di sua figlia. E che racchiude, tappa dopo tappa, il calvario di una padre solo.

fonte: http://www.cronacaqui.it/news-in-due-anni-me-lhanno-fatta-vedere-8-ore_8586.html

mercoledì 11 giugno 2008

Per i CANI però il condiviso lo applicano...

Fonte: qn.quotidiano

Separati litigano per i cani:
valgono le stesse norme dei figli

Il Tribunale di cremona, davanti a due coniugi che non si accordavano sulla sorte degli animali domestici, ha stabilito che ''tutte le garanzie che sono previste per l'affido condiviso dei figli minori siano specularmente applicate per i cani''

cane Cremona, 10 giugno 2008 - Il tribunale è stato chiaro, se vuol stare un po' con il suo cane, dovra' avvisare la moglie. Anche le spese di mantenimento saranno suddivise a meta', proprio come si fa con i bambini di genitori separati. Luna e' un meticcio femmina di un anno e mezzo, Chira un Boxer di 10. In regime di separazione, i loro padroni hanno litigato sull'affidamento.

Ma oggi davanti al tribunale di Cremona e' stato raggiunto l'accordo. E' stato stabilito che ''tutte le garanzie che sono previste per l'affido condiviso dei figli minori siano specularmente applicate per i cani''.

Da quando marito e moglie hanno venduto la casa coniugale, Luna e Chira vivono dagli zii di lei dove c'e' spazio e verde. La coppia non ha figli. Il marito avrebbe voluto tenere Luna. ''Non litigherete per i cani?'', aveva domandato il presidente del Tribunale di Cremona, Grazia Lapalorcia.

''I cani sono i miei figli, non voglio separarli'', si e' arrabbiata la donna all'udienza di separazione. Il presidente ha invitato la coppia a trovare un accordo sull'affidamento degli animali. Poi ha omologato la sentenza di separazione. Cosi' il padrone di Luna il 15 di ogni mese dovra' provvedere a comperare il cibo. Alimenti e spese veterinarie saranno divisi a meta'.

Assenza del padre e tossicodipendenza: 90%

Fonte: http://www.droghe.aduc.it/php/articolo.php?id=18227

Italia. Federserd: nuovi tossicodipendenti sono giovani poliassuntori. Giovanardi 'smentisce'
Hanno tra i 15 e i 18 anni, cominciano assumendo alcol e sostanze psicostimolanti (ecstasy); le comprano con i soldi che gli regalano i nonni o rubando dal portafoglio dei genitori. Poi assumono hashish o piccole quantita' di eroina per sedare gli effetti stimolanti prima di tornare a casa e nel giro di poco tempo si ritrovano assuefatti da un mix letale. Sono i giovani tossicodipendenti di oggi, che tali proprio non si identificano e per questo rifiutano aiuti dai Ser. T. (Servizi per la Tossicodipendenza): 'Si autogiudicano normali ma con qualche vizio, perche' non corrispondono all'immagine comune di tossicodipendente, riverso in terra o costretto all'elemosina ' spiega il Dr Claudio Leonardi, membro del Consiglio direttivo FeDerSerD e direttore U.O.C. Prevenzione e Cura Tossicodipendenze ed Alcolismo, Ser.
T. ASL Roma C ' La maggior parte dei consumatori di oppioidi in terapia e' dedita alla poliassunzione: l'associazione e' con altre sostanze secondarie, in prevalenza altri oppioidi (35), cocaina (23) e cannabis (17). Le radici di un tale disagio le rintracciamo certamente in famiglia. Nel 90% dei casi la figura di un padre completamente assente e l'immagine di una mamma 'che porta i pantaloni' ma che perde di autorita'. Genitori impegnati a portare i soldi a casa che perdono di vista la vita parallela dei figli.

'Non lasciamoci incantare, quello degli adolescenti tossicodipendenti non e' un fenomeno dilagante come qualcuno vuol far credere': Carlo Giovanardi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla droga e alla famiglia, invita a 'fare attenzione alle esagerazioni'.
Commentando all'Ansa l'identikit dei nuovi tossicodipendenti, Giovanardi sostiene che 'solo un giovane su 100 assume cocaina o eroina'. E anche gli spinelli, per il sottosegretario sono un'abitudine soltanto per una minoranza di giovani.
Quanto al fatto che i ragazzi che assumono droga, sempre secondo l'identikit, provengano da famiglie dove il padre e' assente e spesso sono protagonisti o vittime del bullismo, Giovanardi non ha dubbi: 'la disgregazione familiare e' un fenomeno preoccupante, come dimostra l'allarme in Gran Bretagna, e i ragazzi che hanno i genitori separati o single hanno maggiori probabilita' di avere problemi come l'assunzione di droga o di diventare bulli o vittime di bulli'. Insomma, 'una famiglia stabile, con entrambi i genitori, garantisce maggiormente l'equilibrio dei figli e il loro inserimento sociale' e per questo le famiglie 'vanno sostenute, anche economicamente, come il governo intende fare anche introducendo il quoziente familiare'.