Carta Etica per la Bi-Genitorialità

Firma la Carta Etica, la trovi in fondo a questa pagina.
Siamo stufi di operatori (avvocati, servizi sociali, psicologi ecc.) che amplificano il conflitto della separazione solo per tornaconto economico. E' UNA VERGOGNA!

E i giudici, che dovrebbero applicare le leggi, le violano in continuazione. La tutela dei minori viene messa da parte per interessi economici. BASTA!

giovedì 5 febbraio 2009

IL SISTEMA CONTRO I CITTADINI - l'affidamento condiviso inapplicato.

5 Febbraio 2009
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IL SISTEMA CONTRO I CITTADINI
- l'affidamento condiviso inapplicato.

Premetto che quanto andrò ad esporre è uno sfogo in quanto la vicenda
avvenuta e di cui riferisco offende la mia personale sensibilità oltre
che l’intelligenza, ma non si può dire che sia una svista del giudice
perchè questo giudice fa “sistematicamente” così: ho almeno altri tre
casi solo io, ed altri giudici si avvicinano a questo sistema anche se
meno clamorosamente.

Stiamo arrivando alla precettazione delle famiglie per decreto
giudiziario, stiamo creando dei figli costretti a vivere come un
giudice vuole: la copia sbiadita dei "figli della Repubblica"
dell'antica Roma, ma almeno quelli erano orfani. Ritenevo che
l'affidamento ad entrambi i genitori non dovesse risolversi in un
affidamento al giudice.

AVV. ELISABETTA BAVASSO
Firenze

AUTORIZZO E AUSPICO LA DIVULGAZIONE DI QUESTA LETTERA.

QUESTI I FATTI

Fabio diventa padre all’età di 27 anni della piccola Flora, nata dal
matrimonio con Samantha. La coppia si separa (la moglie confessa un
tradimento e poi chiede la separazione). Fabio ha 29 anni, la piccola
18 mesi. Frastornato da tutta la vicenda Fabio firma una separazione
consensuale nel quando ancora vigeva la precedente normativa. La
bambina è affidata alla madre, il padre può tenerla con se un giorno
feriale (questo fu il desiderio della madre). Perché non aveva
esperienza di separazioni sic! Perché assistito debolmente, intimorito
dal solito argomento della tenera età della bambina e dal “potere”
materno Fabio firma.

Fabio poi prende mano mano coscienza, vede e constata personalmente la
sostanza di un rapporto padre-figlio e della funzione di genitore,
comincia a cercare di realizzare anche nella quotidianità quello
spazio di rapporto che gli consenta di “fare” il padre. Comincia la
risalita difficile ed osteggiata dalla madre.

Fa una richiesta di modifica delle condizioni di separazione al
Tribunale di Firenze, perché ogni strumento di dialogo o di mediazione
con la madre non sortiva risultati.

Il Tribunale di Firenze con decreto del 2007 decide che la bambina
riceva cura diretta dal padre stando presso di lui i finesettimana
alternati dal sabato alla domenica sera ed il mercoledì con
pernottamento fino al giovedì con riaccompagnamento a scuola.

Questo mercoledì diventa quindi il giorno costante e fisso di ogni
settimana, l’incontro con il padre anche nei giorni di scuola, l’unico
giorno di accompagnamento a scuola, l’unico giorno in cui le maestre i
compagni vedono all’ingresso il babbo di Flora.

Maturano i tempi per il divorzio, Fabio ripropone alla madre una
ulteriore progressione nella condivisione dei tempi di cura della
figlia, basta che quel mercoledì non finisca con la mattina del
giovedì ma con quella del venerdì per realizzare una piena
condivisione, oppure che i giorni di 24 ore e non di dodici siano due
e che, quindi Flora possa dormire dal padre anche un altro giorno in
prosecuzione del pomeriggio. Ma la madre non accetta, Fabio presenta
il ricorso per divorzio e chiede:

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Chiede
“ L’età di Flora, il naturale ampliamento degli ambiti della cura,
che, col tempo andranno a riguardare sempre di più le sfere
dell’educazione e della formazione e dell’apprendimento, rendono
indispensabile un ampliamento del tempo effettivo di presenza e di
intervento del padre. I tempi attuali risultano esigui e, frammentati
in relazione alla continuità di alcuni interventi. [..]

Conclude
affinché sia fissata udienza per la comparizione personale dei coniugi
innazi al Presidente e che il Tribunale:

Pronunci lo scioglimento del matrimonio contratto tra il iscritto al n
°xxx del registro matrimoni del comune di Firenze.
Dichiari la figlia affidata ad entrambi i genitori.
Disponga che la bambina abiti:
- i fine settimana alternativamente uno col padre uno con la madre,
comprendenti i pernottamenti di venerdì sabato e domenica
- i giorni infrasettimanali di ciascuna settimana due col padre due
con la madre, con pernottamento
- metà delle festività natalizie e fine anno e Pasquali e metà della
vacanze estive anche in due soluzioni con ciascuno dei genitori
- che le spese siano sostenute direttamente da ciascun genitore,
eventualmente con individuazione di settori, oltre naturalmente per
ciascuno le spese di vitto, consumi ed ordinarie in relazione ai
giorni di permanenza
[..] ”
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La madre si costituisce in causa e chiede che la permanenza della
bambina col padre rimanga quella stabilita nella sentenza del 2007,
con il mercoledì compreso il pernottamento ed i fine settimana
alternati.

Il Presidente convoca le parti le sente personalmente, da brevemente
la parola agli avvocati, si riserva di decidere.
Mercoledì mattina della scorsa settimana giunge agli studi degli
avvocati via fax dalle cancellerie la copia dell’ordinanza del
Presidente che stabilisce

Il pernottamento del mercoledi’ è sparito, i fine settimana sono il
primo ed il terzo, non alternati, e cominciano dal venerdì c’è un
secondo pomeriggio la settimana.
Fabio è diventato il padre dei giardinetti e delle visite, non
accompagna mai la figlia a scuola, e comunque apprende dalla
telefonata dell’avvocato la decisione mentre è in macchina con la
bambina nel pomeriggio di mercoledì ed a rigore gli viene detto che
deve riaccompagnare la figlia entro le 20 perché la decisione è
immediatamente esecutiva.

Non lo fa, non succede nulla, forse la madre non era informata, tenta
con la madre un approccio di mediazione ma la madre non accetta
rivendicando che il giudice aveva deciso per il bene della figlia; il
mercoledì successivo 28 gennaio mentre la bambina già dormiva come di
consueto a casa del padre arrivano i carabinieri entrano chiedendo
della bambina, diffidano il padre ad adempiere ai provvedimenti
riconsegnandola alla madre come prevede la decisione del giudice.
Fabio si rifiuta, lo avvertono che sta compiendo un reato, egli se ne
assume la responsabilità si allontanano, chissà forse torneranno
mercoledì prossimo.

Fabio ha proposto reclamo alla Corte d’Appello, deve essere fissata
l’udienza.

Che sistema è quello che impone da sentenza di Tribunale fino al
giorno 21 che una figlia il mercoledì notte dorma col padre ed una
settimana dopo, senza che sia accaduto niente nel frattempo e senza
che neppure lo avesse chiesto la madre, una settimana dopo impone che
la figlia NON dorma col padre il mercoledì notte.

Che sistema è quello in cui i giudici devono decidere queste cose e
che dovendole decidere decidono di fare di testa loro come se i figli
fossero propri e senza considerare minimamente in quale contesto di
delicati e faticosi equilibri questa loro decisione va a cadere.

Che sistema è quello in cui se un giudice sbaglia con la stessa
rapidità non si ripara.

Che sistema è quello in cui carabinieri vanno armati alle nove di sera
a casa di un onesto cittadino invece di convocarlo in un ufficio.

Che sistema è quello in cui il mercoledì 28 gennaio è reato fare
quello che il mercoledì 21 era obbligo fare.

QUESTO E’ UN SISTEMA CHE FA IMPAZZIRE I CITTADINI E CHE ABITUA I
CITTADINI ONESTI A NON OSSERVARE GLI ORDINI DI UN GIUDICE PER AVERE
RISPETTO DI SE’.

Questo è un sistema sovversivo dell’ordine e della legalità.

AVV. ELISABETTA BAVASSO

Fonte
http://www.pensalibero.it/Dettaglio.asp?IDNotizia=3863

lunedì 2 febbraio 2009

"vero il 20% dei casi, le altre vogliono soldi dagli ex." PM Carmen Pugliese

dalla prima pagina de - L'ECO DI BERGAMO -


La dichiarazione della PM Carmen Pugliese
autorizzata dal Procuratore Generele Galizi
in occasione della inaugurazione dell'anno giudiziario:

- - -
"vero il 20% dei casi, le altre vogliono soldi dagli ex."

I maltrattamenti in famiglia stanno diventando un’arma di ritorsione
per i contenziosi civili durante le separazioni - avverte Carmen
Pugliese, PM del pool della Procura specializzato in reati sessuali e
familiari (solo nella bergamasca più di una denuncia al giorno).

[..] Molte volte le versioni fornite dalle presunte vittime (donne)
sono gonfiate ad arte. Solo in 2 casi su 10 si tratta di
maltrattamneti veri analizza la PM - il resto sono querele
enfatizzate e usate come ricatto nei confronti dei mariti durante la
separazione. “Se non mi concedi tot benefici, io ti denuncio” è la
minaccia che fanno alcune mogli. Tanto che, una volta ottenuto quello
che volevaon, tornano in Procura a chiedere di ritirare la denuncia.
L’impressione è che alcune mogli tendano a usare PM e Polizia
Giudiziaria come strumento per perseguire i propri interessi economici
in fase di separazione. [..]

Carmen Pugliese una tiratina d’orecchi la riserva anche alle
associazioni che operano a tutela delle donne: “non fanno l’operazione
di filtro che dovrebbero fare: incitano le assistite a denunciare, ma
poi si disinteressano del percorso giudiziario, di verificare come
finirà la vicenda. Mi sembra una difesa indiscriminata della tutela
della donna che viene a denunciare i maltrattamenti, senza mettere in
conto che questa donna potrebbe sempre cambiare versione”.

LINK: http://www.paternita.info/downloads/giornali/09-01-31_falsedenuncie.html